Marco Mengoni parla a Vanity Fair: "Contrario ai social network. Cerco la solitudine. Io gay? Lasciamolo dire"

Marco Mengoni a tutto campo in un'intervista a Vanity Fair: dai social network alla solitudine, dalle feste alle voci su una sua presunta omosessualità.

marco mengoni vanity fair.JPG "Ho quattro amici, veri. I fan sono un'altra cosa, e mi stupisce che alcuni siano davanti al computer alle tre di notte a inviarmi messaggi su Facebook. Non ho un account. Per motivi di promozione ho solo una pagina Fb. Sono abbastanza diffidente e scorbutico: dare amicizia a uno che non conosco e non posso guardare negli occhi, per me, è dura. Il cellulare lo uso di più, ma o non lo sento, o mi si scarica, o lo tengo silenzioso. Mi fanno dei cazziatoni pazzeschi": Marco Mengoni si confessa in un'intervista a Vanity Fair.

E racconta alcuni lati intimistici della sua personalità: "In realtà cerco spesso la solitudine, e la trovo. Mi è servita molto, in passato: sono stato anni chiuso in casa, da adolescente, con vestiti larghissimi e capelli lunghi per mimetizzarmi. Mi ha aiutato a 'sentirmi', a capire chi ero, prima di uscire dall'isolamento. Oggi riesco spesso a essere solo anche in mezzo alla gente, basta che mi concentro su altro, mi estraneo. Succede spesso che qualcuno mi parli, io mi perdo e mi sgridano: 'Ao', ce stamo pure noi'. Mi è persino capitato che non mi trovassero prima dei concerti, anche se ero nei paraggi, e chiamassero carabinieri e polizia".
Il nuovo album si chiamerà non a caso Solo 2.0: "Sì: più andiamo avanti più siamo isolati dietro i nostri computer. Con i social network ci crediamo in mezzo agli altri, ma siamo soli. Per me il bello è trovarsi a contatto. Io credo nella chimica tra le persone, nella pelle, nell'odore, nel sudore...".
Quindi parla di Amy Winehouse: "Per me era un mito, ho pianto quando ho saputo quel che era successo. Lei è proprio l'esempio di artista sola, che muore sola, nonostante i tanti fan. Io non voglio finire così. Non c'è il rischio, direi, ho valori stabili. E nessuna attrazione per lo sballo. In questi due anni ho partecipato a feste dove ho visto capitare di tutto, dove girava di tutto. La mia reazione è sempre stata di repulsione. Avrei preso certe persone e avrei detto loro: 'Ma che cazzo stai facendo?'. Ci sono orde di ragazze che mi seguono. Ho fatto autografi sulle tette, mi hanno fatto succhiotti sul collo, non cose folli. Però farsi trovare fuori dalla camera d'albergo alle quattro di notte, a fa' le roste... come diciamo a Ronciglione, le ronde... C'era una mamma che cercava di spingermi in camera la figlia. Mi sono un po' spaventato. Io me vergogno pure de annà a comprà il latte...".
Ha solo fan ragazzine? "Macché, molte quarantenni. Però negli ultimi tempi ho notato che se sono in giro, e c'è una coppia, è l'uomo che si accorge di me e lo fa notare alla donna. Mi fa strano questa cosa".
Quindi gli viene chiesto se è gay: "Lasciamo girare questa voce. Sto a costruì tutta sta carriera sull'ambiguità, e mò lo devo dì? Nun lo dirò mai. Anzi: prima c'era Fabri Fibra che alimentava la cosa (nella canzone Non ditelo il rapper canta "Secondo me Mengoni è gay ma non può dirlo perché poi non venderebbe più una copia", ndB), ora bisogna trovare altro. Mi chiedevo: perché non me lo chiedono più? Sarò diventato etero? Ci sto così attento". Vedo varie persone... Sono un po' poligamo, diciamo. La mia casa è un porto di mare, c'è chi arriva e chi riparte. Non chiedo più nulla ai miei, però non ho fatto i soldi, non ho svoltato. Ho affittato un 55 metri quadri al primo piano ma quasi sotto terra. E in bagno ho certe mattonelle marroni...".


  • shares
  • Mail