Anita: su Rai1 Valeria Solarino è l'eroina che si innamora di Giuseppe Garibaldi (Giorgio Pasotti), gli dà 4 figli ed è gelosa

valeria-solarino-fiction-anita_300x190.jpg LE FICTION CHE VEDREMO È "venezuelana" l'Anita Garibaldi del piccolo schermo. Valeria Solarino (voto: 8) veste i non facili panni dell'intrepida eroina nella miniserie di Rai Fiction, prodotta da Goodtime di Gabriella Buontempo con la regia di Claudio Bonivento. "I colori ci sono - sottolinea al Corriere della Sera l'attrice italiana nata in Venezuela - e anche, in certo modo, la passionalità. Però, sono dovuta ingrassare cinque chili, per avere l'aspetto florido di Anita che, oltretutto, era più giovane di me, essendo morta a soli 28 anni".

Una mega produzione di circa 6 milioni di euro, in onda prossimamente su Rai1, realizzata tra Portogallo, Bulgaria e Italia. E, nel ruolo di Giuseppe Garibaldi, Giorgio Pasotti (7,5). Ma stavolta la vera protagonista è lei, la brasiliana Anita Ribeiro: la donna che, appena diciottenne, si innamorò perdutamente di un uomo tanto più grande (lui aveva 32 anni, quando si conobbero), che lo sostenne nei suoi ideali, lo seguì nelle sue pericolose avventure, che gli diede quattro figli mentre il quinto lo aveva in grembo quando morì nelle valli di Comacchio.
"Una donna leggendaria, spirito ribelle - si infervora Valeria - incredibilmente moderna, determinata, libera ed emancipata con lo sguardo fiero che non abbassava mai, al cospetto di nessuno. Anche un po' ignorante nei modi bruschi, mai sottomessa o accondiscendente con i prepotenti. Si racconta che da ragazzina, a un uomo che l'aveva pesantemente importunata per la strada e che aveva tentato di violentarla, gli tolse il sigaro dalla bocca e glielo spense in faccia! Che dire? Un esempio per tutte noi... quante volte noi donne siamo importunate, offese, oltraggiate e vorremmo spegnere un sigaro in faccia a chi lo fa... Era rabbiosa, nella sua forza fisica, una cavallerizza audace ed esperta che non desisteva, non arretrava, si lanciava alla riscossa con piglio maschile senza alcuna remora per la sua incolumità. Per emularla nella fiction ho dovuto imparare a cavalcare, anche se, nelle scene più rocambolesche, ho ovviamente una controfigura. Ma ciò che mi ha colpito maggiormente è che Anita portava sempre in sé la speranza di giustizia e libertà, ce l'aveva nel sangue. A Cristina di Belgioioso, altra patriota del Risorgimento, che una volta le chiese 'Ma lei non si preoccupa dei suoi figli?', Anita rispose candidamente: 'Io combatto anche per loro, per un mondo migliore", perché i suoi figli non erano solo quelli nati da lei, ma tutti gli uomini'". Un carattere indomito, che incide anche nel rapporto di coppia: "Intanto - precisa la Solarino - quella di Anita e Giuseppe non era una coppia borghese e non avrebbe potuto essere altrimenti: negli undici anni che hanno condiviso, sono sempre vissuti in contesti di rivoluzioni, di guerre, in condizioni a dir poco precarie e in certi casi addirittura disastrate. Il loro rapporto era, per così dire, molto agitato anche perché Anita era gelosissima del suo uomo e non gli risparmiava infuocate scenate. Una gelosia forse eccessiva, ma diciamo la verità: Giuseppe gliene dava qualche motivo".


  • shares
  • Mail