Italialand, venerdì su La7 la seconda e ultima puntata con Maurizio Crozza. Ospiti tre politici. Rassegna stampa: talento duttile aiutato dall'attualità

foto-maurizio-crozza-italialand-la71.jpg OSPITI IN TV Dopo il sold out a teatro di giovedì scorso e il boom di ascolti del giorno successivo nella prima serata di La7 (che ha raggiunto quasi il 10% di share), Maurizio Crozza (voto: 7) riporta in scena per la seconda e ultima volta al Nazionale di Milano Italialand (7), lo show spiato dalle telecamere della Rete di Telecom Italia Media che andrà in onda venerdì 27 maggio alle 21.10. Lo spettacolo dell'attore genovese avrà questa volta un ospite d'eccezione, il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, che duetterà con Crozza. Tra gli altri ospiti sul palco anche Italo Bocchino (FLI) e Roberto Castelli (Lega Nord).
RASSEGNA STAMPA Aldo Grasso sul Corriere della Sera: "Maurizio Crozza è fondamentalmente un attore teatrale, in tv regge con lo sketch breve, con l'imitazione, con una spalla o un conduttore che rigidamente gli scandisca i tempi. Lasciato solo, fa teatro. Per di più, la camicia nera (indossata perché sfina) e la pelata d'ordinanza gli conferivano un'aria sinistra, non si sa quanto voluta. La sensazione (da casa) è che Crozza sia molto più bravo quando si concentra sul personaggio (imita, canta) che come entertainer, e che i testi spesso siano un po' buttati via".
Antonio Dipollina su Repubblica: "Concorre al successo la raccolta torrenziale di battute, nuove o già usate a Ballarò, che Crozza condensa in due ore senza perdere ritmo mai. Chiude addirittura con Bella ciao, quella vera, dopo averne offerta una versione modernista, ospita Renzi e Alemanno truccandosi da Marzullo. Ma soprattutto affonda le mani nella marmellata politica in corso, che offre spunti forse irripetibili (forse)".
Alessandra Comazzi su La Stampa: "Crozza arriva in giacca e cravatta, si toglie la giacca, si tira su le maniche della camicia, allenta la cravatta, ogni gesto è voluto, studiato. Il concetto di Italialand è che «noi siamo il più grande parco di divertimenti del mondo, veniteci a vedere». E quindi ecco i bei fiori dell'italianità. Noi che proprio «non riusciamo a riconoscerci nello Stato, accà nisciuno è Stato». Scrittura, prove, pensiero, fatica. Maggior brevità avrebbe giovato, ma in tv è impossibile".
Marco Molendini su Il Messaggero: "L'attualità di questi tempi assolve ancora di più al compito di formidabile suggeritrice ma Crozza è in gran forma, tirato a lucido, più sicuro di sè, con gli autori che funzionano. E, se c'è qualche dilatazione, la si può perdonare in cambio di un talento duttile e pungente che riesce a far passare anche le battute più pesanti, senza mai scivolare nella volgarità".
Mirella Poggialini su Avvenire: "Legato all'attualità più vicina nei suoi richiami, abile nel trasformarsi con mezzi esigui ma significativi - la parrucca, il gesto, l'inflessione dialettale resa con immediatezza divertente -, Crozza riprende, allargandolo a sceneggiatura teatrale, il suo piglio mordente. Va detto che un istinto sicuro evita cadute di tono o eccessi polemici, pur se è dichiarato il richiamo al premier che fa da sfondo a ogni personaggio fra quelli rappresentati, da Bersani a Napolitano, da Pisapia a La Russa, in un monologo incessante in cui sono inseriti brani musicali con testi feroci. Si frena con giudizio, si compiace di sorrisi cui fa eco la voce ridente fuori campo che vuol smitizzare, ha tocchi veloci e senso del tempo: quel tempo che tuttavia la tv dilata senza limiti, facendo di ogni spettacolo una litania di ore e ore alla quale, certamente, molti spettatori sfuggono scanalando".
Piero Degli Antoni su Qn: "Di grandi mattatori capaci di tenere la scena per un paio d'ore non ce ne sono molti. E' l'unico che usa un bagaglio teatrale completo: trucco, parrucche, vestiti, imitazioni, soprattutto canzoni (canta benissimo). Infatti è prima di tutto uno straordinario attore comico. Non si fa mancare nulla. E se i suoi testi non sono sempre irresistibili sopperisce con tutto il resto".
Francesco Specchia su Libero: "Crozza è, attualmente, la miglior risorsa satirica nazionale, se si esclude Fiorello che però è un'altra cosa.  S'è affidato ad autori con gli attributi - Bottura, Robecchi, Disegni inventore del "ma anche" veltroniano" - e le sue performance ora sono spesso gioiellini".


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