Un medico in famiglia 7, giovedì su Rai1 l'ultima puntata: aria di nozze in casa Martini. Rassegna stampa: gruppo troppo allargato, deboli legami

un medico in famiglia 7_ultima puntata.jpg SPOILER Ultimo doppio appuntamento con Un medico in famiglia 7 (voto: 7), in onda giovedì 26 maggio alle 21.10 su Rai1. Come sempre non mancheranno colpi di scena ed imprevisti prima dell'immancabile happy end, ed infatti, è tutto pronto a casa Martini, dove Lele (Giulio Scarpati - 8 -) e Bianca (Francesca Cavallin - 7 -) sono presi completamente dagli ultimi preparativi del matrimonio. La scelta della chiesa, l'abito, il ristorante, gli invitati e poi il viaggio di nozze a Los Angeles. Bianca però è triste per la partenza di Inge. Anche Liberino è scosso. E' molto preoccupato per il distacco dalla sua fidanzatina e così organizza una festa d'addio con i compagni di scuola. Intanto Melina scopre di essere incinta e corre dal fidanzato Dante per bloccarne le nozze con l'attempata Olga che nel frattempo, comunque, si riavvicina ad una vecchia fiamma. In clinica Federica scopre Vitullo e Gloria in atteggiamenti amorosi, così il commissario, colto in castagna, decide di chiudere la supervisione della clinica con un rapporto favorevole. Micol si confronta con Maria, esprimendole tutta la propria serenità per aver ritrovato l'armonia con Marco e Jonathan. Maria abbandona così ogni speranza e decide di non presentarsi all'appuntamento con Marco. Giulio, intanto, come wedding-planner si rivela un disastro. E a scombinare i piani arriva anche una forte nevicata fuori stagione. Maura, stanca di essere continuamente illusa dalle previsioni di Ron, decide di incontrarlo per esprimergli tutta la propria rabbia. Ma proprio quest'incontro e l'ultima previsione dell'astrologo le permetteranno di ricredersi su di lui. Prima di partire per Francoforte Marco va a salutare Maria e, grazie anche all'affetto che lega Jonathan e Palù, i due ragazzi riescono a ritrovarsi e dichiararsi amore. Con l'arrivo a sorpresa di Gus con Inge, Ciccio, Tracy e Oscar, non manca proprio nessuno e così in un contesto da sogno, circondati da montagne innevate e accompagnati dalle note della banda del paese, Lele e Bianca riescono finalmente a coronare il loro sogno.
RASSEGNA STAMPA  Alessandra Comazzi su La Stampa: "Su Raiuno si va avanti con la storia, che non ha più Lino Banfi. Avresti detto che tutto l'impianto poggiava sulle spalle di Libero, quintessenza dell'italica nonnite. Buono, solido, incline alla commozione, ha tenuto su la famiglia Martini e lo sceneggiato quando i figli adesso adulti dovevano crescere. Ora Scarpati è tornato, le nonne si sono moltiplicate, Libero è in Sudamerica, e, sorpresa, la fiction va bene lo stesso. E' ormai indebolita, capita anche alle migliori serie Usa: dopo tanto tempo, la verosimiglianza è perduta. Ma tira avanti. Già solo una famiglia allargata così, suvvia, è una favola: forse però è ciò che piace, spunti reali ma sviluppi fantastici".
Mirella Poggialini su Avvenire: "Dopo tredici anni di inveterato successo, un bel risultato per l'iperattivo Scarpati che colleziona figli e compagne nell'alveo rassicurante di una famiglia composita e assai allargata, in cui la convivenza crea inevitabili intrecci che la regia inanella con veloci colpi di scena secondo il ritmo collaudato della sit-com. Niente di originale, per carità: gelosie e ripicche, rapidi colpi di fulmine e simpatie repentine, ironie e caratterizzazioni ormai garantite con interpreti che catturano simpatie con goffaggini ben interpretate. Ma, sotto sotto, resta la sottile e inquietante sensazione di una 'famiglia' - quella che così brillantemente incatena davanti allo schermo un pubblico fedele - che di fedele ha poco: una famiglia in cui i legami si susseguono come i vagoni di un treno, uno dopo l'altro; in cui il sempre diventa «fino a quando», i sentimenti si sovrappongono come in una troppo dolce torta millefoglie in cui i sapori si assimilano e si confondono. Tradizionale nell'impianto ma pronta, con abile precisione, a registrare pur sorridendo soave la crisi attuale delle unioni e la loro fragilità, Un medico in famiglia rispecchia senza parere la crisi del nostro mondo quotidiano, la debolezza di situazioni pronte a cedere o a sovrapporsi confusamente: e, così come I Cesaroni, altro successo che della famiglia si fa sostegno, fa dell'oggi un ritratto in fondo inquietante".
Massimo Tosti su Italia Oggi: "Va bene raccontare le famiglie allargate ma quello che ruota attorno a Lele Martini è un condominio promiscuo nel quale persino gli attori si domandano ormai quali siano i reciproci rapporti di parentela con gli altri protagonisti, con i non protagonisti, i generici e le comparse della ficton".


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