Me lo dicono tutti!, rassegna stampa: come Scherzi a parte ma non ci si diverte, saldi di fine stagione, il sabato sera in tv un relitto di tristezza

pino insegno - me lo dicono tutti.JPG Andato in archivio con una media del 18% di share ecco la rassegna stampa su Me lo dicono tutti! (voto: 5) condotto da Pino Insegno (5). Antonio Dipollina su Repubblica: "Nello storico Scherzi a parte c'è un vip preso di mira da gente comune. Qualcuno tra i pensosi inventori di format, dopo spossanti brain storming, un giorno si è alzato e ha detto: ehi, perché non facciamo il contrario? Gli altri hanno applaudito in piedi e così, via, ecco questo Me lo dicono tutti. Stavolta è il vip che fa lo scherzone alla gente comune, travisandosi d'aspetto ma appena appena e quando il malcapitato dice: ma lei è il famoso XY (o meglio, dicono: ma io l'ho già vista in tv. Il che la dice lunga sulla vippagine dei vip) risponde: eh, me lo dicono tutti. E poi inizia ad angariare la vittima che quando scopre tutto - in genere subito prima di mettere le mani addosso al vip, e questo è il punto debole del programma - è felice e viene invitata in trasmissione. Tutto qui, saldi di fine stagione tv. Una volta si chiamava sabato sera di Rai1".
Aldo Grasso sul Corriere della Sera: "I tempi cambiano, mai dimenticarlo. Una volta, il sabato sera era il giorno di festa della tv: il varietà più sontuoso, l'appuntamento più atteso, il divertimento più popolare erano riservati al sabato sera, il sabato del villaggio globale. Adesso è un relitto di tristezza, un'euforia da festa screditata. Su Raiuno andava in onda Me lo dicono tutti una sorta di Scherzi a parte con la regia di Jocelyn (Jocelyn!) e la conduzione di Pino Insegno (Pino Insegno!), il presentatore preferito dal direttore Mauro Mazza. Difficile mettere assieme una simile corrosione di sensatezza, di buon gusto, di felicità. Rai1 ci è riuscita felicemente".
Alessandra Comazzi su La Stampa: "Il gentile pubblico riconosce i vip (un po') ma prevale la rabbia per quello che combinano. Si chiude prima che li menino, sai che ridere. Un grande limite: come dice il vecchio adagio un bel gioco dura poco. Qui invece devono ammortizzare e la tirano per le lunghissime, tra candid camera vera e propria, registazioni, ospiti. E così non ci si diverte".
Marco Molendini su Il Messaggero: "Me lo dicono tutti rimesta il rimestabile mettendo insieme Scherzi a parte, un po' del primordiale Specchio segreto, una sfrontata pennellata alla Teo Mammucari. Tutto questo non sarebbe altro che velleitario se al tutto non si sommassero la conduzione di Pino Insegno e la presunzione di poter spacciare come veri scherzi rancidi".


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