Un medico in famiglia 7, come finirà tra Lele e Bianca dopo che Virginia lo ha sedotto? Giorgia Surina: "Recito ma ho l'etichetta di vj"

un-medico-in-famiglia-giorgia-surina-300x225.jpg Si avvicina il finale di Un medico in famiglia 7 (voto: 7) - le ultime due puntate andranno in onda su Rai1 giovedì 19 e 26 maggio - e cresce l'attesa per scoprire come andrà a finire tra Lele Martini (Giulio Scarpati - 8 -) e Bianca Pittaluga (Francesca Cavallin - 7 -) dopo che Virginia Battaglia ha "insidiato" il dottore. "Virginia seduce Lele - dichiara Giorgia Surina (7) a Libero - e devo dire che è un ruolo che mi piace molto: probabilmente sono più portata a interpretare queste donne che non gli angeli del focolare! Però ci tengo a precisare che la mia Virginia non è una sfascia-famiglie: è semplicemente un'istintiva, che vive nel suo mondo. Senza malizia".
Come c'è finita, una vj di Mtv, nel mondo della fiction? "Non si tratta di un ripiego. Anzi, è un grande sogno che si avvera. Già quando lavoravo a Mtv mi arrivavano diverse offerte, sia dal mondo della fiction che del cinema, ma per esigenze di tempo non potevo accettarle. Inoltre all'epoca preferivo cavalcare l'onda di Mtv e crescere professionalmente".
Un'onda la cui foce naturale dovrebbe essere la conduzione, non la fiction... "Non necessariamente. Anche perché gli addetti ai lavori tendono a etichettare noi vj come conduttori strani, diversi, snob. Se questo, da un lato, ci ha reso cool agli occhi del pubblico, dall'altro è diventato un marchio indelebile, che a volte ci ghettizza". In qualche modo, dunque, si è dovuta liberare da questa etichetta: "Personalmente sono molto affezionata alla mia immagine di vj anche perché mi mantiene giovane: anche se gli anni passano, per tutti sono ancora la 25enne di Mtv! Esiste un lifting migliore? (ride, ndB). Inoltre è un'immagine pulita, fresca, giovane". Sì, ma solo agli occhi del pubblico: "Vero. Per gli addetti ai lavori è come se i vj, appartenendo all'unimusicale. Intendiamoci: non è un male puntare su un certo tipo di testi, anche 'facili'. Il problema è quando si propone solo questo, senza dare opportunità ad artisti giovani, autentici e innovativi".


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