Un passo dal cielo, martedì su Rai1 l'ultima puntata: cosa accadrà a Pietro? Rassegna stampa: clone di Don Matteo, tanti stereotipi

un passo dal cielo terence hill 3.jpg Andrà in onda martedì 17 maggio alle 21.10 su Rai1 l'ultima puntata di Un passo dal cielo (voto: 6,5), la fiction con Terence Hill (7). Cosa accadrà? Pietro e i suoi cercano di far luce su un incidente di un aereo ultraleggero che si schianta vicino a San Candido. Silvia (Gaia Bermani Amaral) e Vincenzo (Enrico Iannello) sono costretti a riavvicinarsi e a collaborare per far nascere un vitellino. Un laboratorio orafo viene derubato: tra la refurtiva c'è anche un cristallo dolomitico che ha un grande valore simbolico per il paese. Si scatena la caccia al colpevole e i sospetti cadono su Giorgio (Gabriele Rossi).
RASSEGNA STAMPA  Antonio Dipollina su Repubblica: "L'eroe vero è Terence Hill, guardia forestale (un corpo che mancava alla tv), con un buco nero nel passato, e subito in contrasto col nuovo arrivato che usa Skype e crede nei Ris. Il baldo Terence, che scazzotta ancora da settantenne, è invece all'ennesima reincarnazione di Don Matteo. L'insieme procura autentica tenerezza da quanto è naif, Katia Ricciarelli è in versione tardo-Heidi per il pubblico che adora il genere mature".
Francesco Specchia su Libero: "Un passo dal cielo è una glorificazione di stereotipi e di fenotipi tagliati con l'accetta: la guardia forestale buona che ricorda i fumetti della giubba rossa Audax (anni 50); il commissario di polizia napoletano che s'innamora della veterinaria locale dominatrice nelle gare di ballo; il poliziotto biondo di nome Uber che ricorda i carabinieri tontoloni di Pane amore e fantasia; il giovane accusato ingiustamente d'incendiare i boschi; il cattivo, vero piromane, che ammazza il padre per vendere la sua fabbrichetta ai francesi che di questi tempi sono come il prezzemolo. La sagra degli stereotipi, appunto. Ma erano stereotipi malvisti degl'intellettuali anche i romanzi di Carolina Invernizio, i film di Fernandel e Gino Cervi e le battute di Totò; alla fine gl'intellettuali sono evaporati e gli stereotipi -linfa del racconto popolare- sono rimasti. Certo Un passo dal cielo non è Montalbano. Ma è un buon prodotto supportato da un onestissima sceneggiatura e da paesaggi dolomitici da mozzare il fiato e esaltati da funambolismi registici".
Micaela Urbano su Il Messaggero: "Qualche volta gli attori sono la carta vincente, al di là dei contenuti delle storie. La serie ha un suo perchè, ma tutta quella bellezza di laghi, boschi, monti che fanno da scenario naturale avrebbe potuto far ubricare il pubblico metropolitano. Invece Terence Hill, inossidabile cow-boy ossessionato da un passato doloroso, novello Lone Wolf amico dei giusti, cerbiatti, cervi e barbagianni, ha vinto la gara Auditel".
Mirella Poggialini su Avvenire: "Una scelta vincente, quella della Lux Vide: che ha impostato su splendidi scenari naturali la nuova serie imperniata su Terence Hill, Un passo dal cielo, e ha inserito il paesaggio e gli animali in vicende che raccontano il male per dimostrare tuttavia che il bene vince. San Candido in Pusteria, linde visioni di luce e di pace, un lupo che non è cattivo, una vittima che trova riscatto nella sua storia. Sceneggiature attente, equilibrate fra dramma e tensione, da una parte, e con soluzione legata all'onestà e alla fiducia nella vita, dall'altra. Così come accadeva alla precedente incarnazione di Hill, il don Matteo che qui ancora traspare sotto la divisa della guardia forestale".
Massimo Tosti su Italia Oggi: "Un passo dal cielo è il clone del mitico Don Matteo, con la Val Pusteria (paradiso naturale) in luogo di Gubbio (gioiello artistico nel cuore dell'Umbria). Nel ruolo di Pietro, l'uomo che quarant'anni fa 'chiamavano Trinità', risolve i casi criminosi inserendosi surrettiziamente nelle indagini della polizia. Il copione è identico a quello di prete investigatore di Gubbio che dava lezioni di perspicacia ai carabinieri".


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