Eurovision Song Contest 2011: dallo "show" di Raffaella Carrà agli ascolti flop, dai voti "politici" all'esibizione doc di Raphael Gualazzi

1304935565025carra_bio.jpg Riflessioni sparse sull'Eurovision Song Contest 2011 (voto: 8). 1) Si tratta di una manifestazione davvero unica nel suo genere: basti pensare alla velocità con cui si susseguono 25 esibizioni canore (che non devono superare i 3 minuti e 15 secondi di durata), al ricorso a effetti speciali, giganteschi maxischermi, luci di ogni tipo e al finale al cardiopalma con i collegamenti con ciascun Paese in gara e il vorticoso accumulo di voti.
2) Il meccanismo della votazione (50% di voti con la giuria e 50% con il televoto, divieto di votare per il cantante del proprio Paese) consente di "ripassare" la storia, la geografia... e le relazioni diplomatiche. Quasi sempre, infatti, i Paesi "amici" o vicini si aiutano tra loro mentre quelli che si sono scontrati in guerra o sono lontani migliaia di chilometri si ignorano completamente. Alla fine si premia il duetto (è successo spesso anche a Sanremo) tra Ell & Nikki dell'Azerbaigian.
3) "Abbiamo creduto sin dall'inizio nelle potenzialità di Raphael Gualazzi e del suo progetto", afferma al termine della diretta il direttore di Rai2, Massimo Liofredi. Il secondo posto è un ottimo risultato considerata la scelta di puntare su un brano jazz (rispetto al trionfo di pop e dance oltre che di ragazzi palestrati e molto attenti all'immagine). "A Sanremo - racconta Liofredi - quando si trattava di scegliere il rappresentante italiano per l'Esc, lo abbiamo votato all'unanimità su proposta di Gianmarco Mazzi. La Rai, e in particolare il direttore delle relazioni istituzionali e internazionali Marco Simeon, ci ha creduto sin dall'inizio. Rai2, che è la rete della musica ha fatto la sua parte promuovendo Gualazzi in tutte le sue trasmissioni musicali e un grazie anche a Caterina Caselli, che ha creduto in questo grande gioco di squadra. In tanti avevano mostrato perplessità sulle potenzialità in Europa del brano di Gualazzi. Ed invece la scelta di qualità della Rai è stata premiata da buona parte dei paesi partecipanti". Ma il grazie più grande, tiene a sottolineare il direttore, "va a Raffaella Carrà, che ha capito lo sforzo e le ragioni per le quali Rai2 ha mandato in onda l'Eurovision Song Contest. Lo studio era molto bello e Sergio Iapino ha curato la regia della trasmissione con il suo inconfondibile stile". Dal punto di vista degli ascolti, però, il risultato è un flop. Difficilmente l'Italia farà il bis nell'immediato.
4) La versione italiana dell'Eurovision Song Contest ha regalato al pubblico di Rai2 una Carrà senza peli sulla lingua: dalle critiche ai talent show ("Le pause prima di dare il voto prese dai talent? Macchè. Esistevano prima. Adesso tutto dai talent... Quelle vengono prima dalla recitazione. E a volte il silenzio è meglio di mille parole...") a quelle alla Rai ("Voi analisti di Tv Talk siete bravi e informati... Aumento di stipendio? Con la Rai di adesso non lo so..."), dagli sfottò a Bob Sinclar ("Parla piano perchè devo tradurre... altrimenti impara l'italiano!") a quelli alle canzoni o alle conduttrici di altri Paesi che le sono indigeste. Riesce a dare il giusto ritmo al dibattito dagli studi di Roma della Dear, conosce ogni particolare della manifestazione canora, tifa in modo appassionato per Italia, Spagna e Francia e crede fortemente nel progetto. A differenza di gran parte dei telespettatori italiani.


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