Vittorio Sgarbi: "Pronto a rinunciare a Il mio canto libero". Esordio rinviato di una settimana, problemi sul titolo, chiesta la registrazione

sgarbi il mio canto libero.JPG Mercoledì ha saputo che non gli vogliono far fare la puntata su Dio e oggi che non vogliono vada in diretta e che bisognerebbe cambiare il titolo del programma Il mio canto libero per timore di una causa con la vedova di Lucio Battisti: Vittorio Sgarbi convoca in mattinata e in tutta fretta una conferenza stampa a Cinecittà per dire la sua. Il programma sarebbe slittato da mercoledì 18 al 25 maggio.
"Non mi sento né gradito né rispettato. Non so più cosa fare. Sono pronto a rinunciare, magari con una trattativa come quella che fece a suo tempo Enzo Biagi, che scelse di andarsene e trattò per ottenere 30 miliardi di lire". Sgarbi spiega di aver saputo "soltanto nella tarda serata di ieri, telefonando io al direttore generale Rai, Lorenza Lei, che non avrei potuto andare in onda con la puntata dedicata a Dio". Questa mattina poi, riferisce Sgarbi, Carlo Vulpio e Diego Volpe, autori del programma, hanno avuto un incontro con il direttore di Rai1 Mauro Mazza. "Così - precisa Sgarbi - abbiamo saputo che ci chiedono di non andare in diretta ma di registrare la puntata. Da parte mia niente in contrario però questa mi sembra sfiducia, perché non chiedono la stessa cosa anche a Michele Santoro e Giovanni Floris? Io vorrei essere trattato come loro". Altri problemi, aggiunge il critico, sono sorti a proposito del titolo che richiama la nota canzone di Battisti-Mogol: "Ma quel titolo lo avevamo comunicato da tempo - dice Sgarbi - perché problemi soltanto adesso?".
Da qui l'incertezza sulle sorti del programma: "Non so più cosa fare - conclude Sgarbi - di certo la mia agenda è molto piena, non posso registrare il 17 maggio, come mi hanno chiesto, e non credo di poterlo fare fino alle 20.45 del 18, orario nel quale era stato da tempo concordato, con l'allora direttore generale Mauro Masi, che la trasmissione andasse in onda".


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