Virginio Simonelli a Vanity Fair: "Con Amici mi sono fatto conoscere. Nessuna competizione con Annalisa Scarrone. Sanremo? Solo per scelta"

virginio02_afberni.jpg Vanity Fair cerca di fornire un'immagine inedita (è questo il suo marchio vincente) dei vip che intervista. Ci è riuscito anche con il vincitore di Amici 10 (voto: 7) Virginio Simonelli. Che innanzitutto viene stuzzicato sul minor numero di cd venduti (il suo ep Finalmente è disco d'oro) e di visualizzazioni su YouTube rispetto alla seconda classificata Annalisa Scarrone: "Siamo due cavalli di razza: ci vogliamo bene e ci auguriamo reciprocamente che le cose ci vadano per il meglio. Non siamo in competizione e io sono soddisfatto del mio percorso: il fatto di non interpretare e basta ma di essere responsabile di testi e musiche comporta un coinvolgimento diverso, nel bene e nel male".
Sull'abbigliamento: "E' importante, completa la persona, non si può prescindere. Faccio attenzione soprattutto ai dettagli. E se fisicamente sono 'devastato' prendo qualche accorgimento. Ad Amici avevamo sempre la tuta. Ma è stato meglio così: quando si è vestiti tutti uguali è necessario tirare fuori la personalità". Nessuna trasgressione da dichiarare. Anzi una: "Bevo di brutto". L'addetta stampa lo rimprovera: "E' troppo!". E lui: "Da solo non bevo mai, è triste. Mi piace stare in mezzo alla gente e divertirmi". All'alimentazione è attento: "Fino a un paio di anni fa mangiavo veramente di tutto, poi mi sono reso conto che iniziavo a ingrassare e ho capito che il metabolismo stava cambiando e occorreva tenersi di più. L'unica cosa che mi concedo è l'alcol. Mi piacciono anche le gommose e le liquirizie".
Si definisce un tipo suscettibile. Nel talent show c'è un episodio che l'ha fatto arrabbiare: "Quando durante una delle gare un concorrente dell'altra squadra (Francesca Nicolì, ndB) ha scelto di sfidarmi su un mio pezzo, proprio quello che avevo portato a Sanremo e che parlava di mio padre, del divorzio dei miei e di tutta una serie di cose, per me preziose, che non mi piaceva venissero buttate in piazza in quel contesto lì. Quando l'ho saputo mi è salita una rabbia ma una rabbia... Se avessi trovato qualcosa da spaccare l'avrei spaccata".
Al Festival di Sanremo è già stato nel 2006 con Davvero. Medita la rivincita? "E' presto per dirlo ma se mai dovessi tornare all'Ariston vorrei che fosse una mia scelta e non un obbligo". Quando ha partecipato ai provini di Amici faceva l'assistente all'Università a un corso di Semiotica. Ma quando andava ai casting non aveva la sensazione di "regredire": "La vivevo bene, per me era importante la musica. Rispetto ai miei colleghi, però, avevo un altro approccio: avevo fatto Sanremo e pubblicato un album con una major, rimettermi in gioco e ripetere tutta la trafila di provini, casting, persone che ti giudicano non è stato facile. Ma il desiderio di tornare a 'scambiarsi la chimica' con le persone attraverso la musica era troppo forte". Perchè Amici e non X Factor (7)? "Perchè sono un diesel e, se riesci ad arrivare fino in fondo, Amici ti dà la possibilità di farti conoscere molto di più. Per me che sono anche autore è importante che le persone non avvertano un divario tra quello che sono - le mie idee, i miei ideali - e ciò che ascoltano nelle mie canzoni".
Per i suoi detrattori è falso, egoista, noioso e antipatico. L'aggetivo che lo disturba di più è "falso. Antipatia e noia sono soggettive anche se certo non sono uno che si appende ai muri per farsi notare. Al massimo sono ingessato, perchè a volte sono un po' timido". Oggi non gli pesa avere un po' l'aria da ragazzino: "Quando oggi mi danno venti anni mi fa piacere. Da piccolo, invece, soffrivo di un 'eccesso di sensibilità': detestavo essere trattato da bambino, essere escluso dagli adulti. Volevo stare con loro. Mi isolavo dai coetanei finchè a 9 anni è arrivata la musica, suonavo il piano, e mi sono aperto. Poi, col passare degli anni, ho imparato a prendere le cose meno sul serio, che non vuol dire in maniera superficiale. Come diceva Calvino 'La leggerezza è il contrario della superficialità', è così anche per la mia musica. All'inizio, quando scrivevo le canzoni, mi perdevo dietro a grandi discorsi, grandi parole, cercavo linguaggi forbiti. Poi ho capito che è la semplicità il segreto".
Attualmente non è innamorato: "In generale non sono uno da storie brevi ma, quando non ne ho una importante, mi piace divertirmi. L'ultima è durata 3-4 anni, è finita un po' di tempo fa. Ora mi sto divertendo, però non scriva che passo il tempo a bere e 'troieggiare'...".


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