Terra ribelle, domenica e martedì su Rai1 la nuova serie in costume di Cinzia Th Torrini. Un romantic-western nell'800 con 4 giovani attori

terra ribelle rai 1.jpg Immense distese, greggi al pascolo, vallate deserte, colline dolci e smussate, monti difficili e inospitali, rupi esposte ai venti del mare, paludi minacciose, macchie di vegetazioni intricate come foreste: è lo spettacolo naturale dalla Maremma, quella della seconda metà del XIX secolo. Due giovani butteri, cresciuti insieme e accomunati dalla passione per l'avventura, dal gusto per la sfida e dall'amore per la natura selvaggia della loro terra. Sono Andrea e Iacopo. Iacopo è il figlio del padrone, Achille Vincenzi, Andrea è solo un mandriano, figlio senza padre di una serva. Vivono come amici, rivali solo nei giochi di destrezza nel governare le mandrie e nelle cavalcate, eppure di indole molto diversa: Andrea solare e generoso, Iacopo più lunare e introverso. Il destino per loro ha in serbo tante sorprese compreso il grande amore. Ed ecco che le vite di Andrea e Iacopo si intrecciano con quelle di due nobili sorelle Elena e Luisa. Anche loro di indole diversa. Una alla ricerca del matrimonio, l'altra alla ricerca dell'amore. Sarà  Elena ad ammaliare, con il suo grande fascino, i due giovani. Lei, intelligente e straordinariamente bella, conquista i loro cuori e divide le loro vite. 
Un intrigante triangolo amoroso arricchito da un mistero che affonda le sue radici in un passato remoto e collocato in una cornice storica suggestiva. Una storia epica di amicizia, amore, lealtà, ma anche di tradimenti e vendette, di ricchezze blasonate ma anche di miseria, di soprusi. Terra ribelle, una serie coprodotta da Rai Fiction e Albatross Entertainment, per la regia di Cinzia Th Torrini. Firmano la sceneggiatura Peter Exacoustos, Daniela Bortignoni, Stefano Piani. Sette prime serate su Rai1 da domenica 17 ottobre (alla domenica e al martedì per due settimane e poi le ultime tre puntate al martedì).
Ad interpretare Andrea il giovane attore Rodrigo Guirao Diaz, mentre Fabrizio Bucci impersonerà Iacopo. La bellissima Anna Favella sarà il volto di Elena, mentre Sabrina Garciarena vestirà i panni di Luisa. Completano il cast Humberto Zurita, Fabian Mazzei, Mattia Sbragia, Maurizio Mattioli, Ivana Lotito, Alessandro Bertolucci, Joaquin Berthold, Ralph Palka, Danila Stalteri, Sarah Maestri, Elvira Villarino.
La vita spensierata dei protagonisti si complica il giorno in cui il vecchio Vincenzi comunica al figlio che presto dovrà sposarsi con una giovane nobildonna di Firenze. Si tratta della figlia maggiore del Conte Giardini che, caduto in disgrazia a causa del fallimento della Banca Tiberina, ha accettato di lasciar sposare una delle sue due figlie al figlio di un allevatore e commerciante di bestiame, in cambio del denaro che risanerà i suoi debiti. Il latifondista Vincenzi, amministratore del principe Marsili in Maremma, acquisterà col matrimonio oltre al titolo nobiliare anche le terre del Principe. Fautore di questo scambio è proprio il vecchio Principe Marsili, che ha affidato al Conte anche un delicato incarico: scoprire la verità sulla morte della sua unica figlia, la principessa Giulia, avvenuta più di vent'anni prima proprio in Maremma.
Durante il viaggio in carrozza che conduce il Conte con le sue due figlie Elena e Luisa in quella terra lontana e selvaggia, la famigerata banda dei briganti, guidata dal Lupo, un mitico bandito che sfugge alla giustizia da ormai quasi vent'anni, li assalta e tenta di rapire le due ragazze. E' l'intervento di Andrea a salvare Elena. Il ragazzo coraggiosamente ferisce il Lupo e mette in fuga i briganti. Andrea resta subito affascinato dalla giovane e affascinante contessina Elena e anche lei, nonostante sia tutta dedita allo studio delle scienze e della medicina, non riesce a nascondere il turbamento provato per quel giovane buttero. Così, quando Iacopo sceglie lei al posto della sorella maggiore Luisa, perché meno giovane e bella, per farne la sua sposa, l'amicizia tra i due giovani e il forte legame d'affetto tra le due contesse si spezzano, in maniera irreversibile. Una vicenda al confine tra la realtà e la leggenda che racconta  la vita e le gesta di cavalieri solitari, dei butteri, dei briganti e delle donne coraggiose che, sfidando il destino, lottano contro l'ingiustizia e le sopraffazioni.

Si punta su quattro giovani talenti. Sono i protagonisti Anna Favella e Fabrizio Bucci con gli argentini Rodrigo Guirao Diaz (visto nel Mondo di Patty) e Sabrina Garciarena. "Sono giovani esordienti molto belli, una dote di comunicativa importante in tv - sottolinea il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce - Un investimento notevole che speriamo valga loro lunga vita professionale come a Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini scoperti da Cinzia Th Torrini con Elisa di Rivombrosa".
"Con la 'direttora' - così definisce la Torrini il bel Rodrigo Guirao Diaz - ho imparato a lavorare molto con gli occhi". E poi: "'Il progetto è nato dalla mia passione per i cavalli e dall'amore per un territorio che sin da bambina, quando mi parlavano della Maremma, nella mia fantasia prendeva le sembianze di un luogo dove la natura era selvaggia, aspra difficile e affascinante, e dove solo gli adulti potevano andare a caccia. Negli anni ho imparato ad esplorarla a cavallo e ho ascoltato le tante storie di butteri e briganti di fine ottocento che si raccontavano la sera intorno al camino. Erano storie avventurose, di vita dura, di ingiustizie sociali, di enormi latifondi lasciati incolti per il pascolo, di rocche e castelli che sormontavano boschi e paludi. L'idea per questa serie è stata proprio quella di unire, in una fiction, alcuni spunti storici, come la lotta al brigantaggio, il fallimento della Banca Romana, la vicenda di Pia de' Tolomei di dantesca memoria, e molto altro, attraverso l'uso di vari generi come il melò, l'avventura, il dramma storico, fino a creare una narrazione con un carattere nuovo e alternativo che sa essere storico eppure moderno, che miscela sapori molto diversi fra loro in un prototipo nuovo. Con Peter Exacoustos, lo sceneggiatore, abbiamo cercato di ricreare un mondo che avesse il sapore della saga, così come mi aveva emozionato negli anni '70 una serie come Radici. In molte scene ad ispirarmi sono stati in particolare i film di Sergio Leone, con quello sguardo epico sulle storie, quelle immagini impresse nella memoria collettiva, una musica indimenticabile e un tocco di ironia sempre presente nella costruzione dei suoi personaggi. Questa ispirazione e passione è stata condivisa con Ugo de Rossi, montatore esperto e dal curriculum prestigioso, con cui lavoro da molto e che ha saputo affiancarmi e consigliarmi al meglio nelle molteplici fasi che un prodotto così difficile e appassionante deve affrontare prima di essere oggetto della fruizione del pubblico televisivo. Le riprese sono state difficili per i luoghi incontaminati scelti come location e quindi impervi da raggiungere, per i numerosi cavalli che avevamo in scena, e per le molteplici scene di azione, ma è stata comunque un'avventura stimolante. Sono riuscita a creare, come sempre cerco di fare, un set fatto di maestranze diverse eppure sinergiche. Una grande famiglia dove ognuno lavora per la realizzazione di un progetto le cui sorti stanno a cuore a tutti e dove si respira aria di collaborazione e rispetto. Ho sempre creduto che fosse questo l'unico modo per riuscire a ottenere da tutti i miei validi collaboratori il massimo dell'impegno e della disponibilità, ascoltando e facendomi ascoltare, in modo da riuscire a mettere insieme tutte le istanze anche quelle più diverse, canalizzando le energie nella maniera più costruttiva. In più, essendo una mia amica, Gianna Nannini ci ha regalato la sua emozionante interpretazione del famoso canto popolare Maremma Amara che con la sua voce graffiante aiuta a rendere ancora più toccanti alcuni momenti di questa serie. Insomma Terra ribelle è una serie che ha la mia impronta su ogni scena, ogni fotogramma, ogni scelta di musica, montaggio, fotografia, è frutto di lavoro e passione per una storia che volevo fortemente raccontare. Frutto di duro lavoro, certo, ma anche di amore. Perchè la dedizione, l'attenzione, il sudore e il tempo della propria vita che si regala ad un film intenso e travolgente come questo, non possono essere altro che una forma di amore. Spero, con l'attenta e costante collaborazione dei miei produttori, e della struttura di Rai Fiction, sempre in grado di consigliarmi e affiancarmi durante le intense fasi di produzione, di essere riuscita a raccontare una storia che appassionerà e unirà, davanti alla tv, tutte le famiglie".

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