Luca Jurman: "Ho lasciato Amici per l'eccessivo potere dei discografici. Non devono decidere loro chi debba vendere. X Factor? Perchè no..."

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ESCLUSIVA REALITY & SHOW "Quando arrivò il mio primo pianoforte avevo quattro anni e mezzo, e non riuscivo nemmeno a pronunciare il nome della marca. Era uno Scholze, cecoslovacco, scuola di costruzione austroungarica. I miei genitori avevano fatto sacrifici enormi per prenderlo a noleggio. Dopo tanti anni riuscimmo a riscattarlo, e diventò il mio pianoforte": comincia così Vocal Classes®- L'evoluzione nel canto, il primo libro di Luca Jurman (DeAgostini Editore), disponibile da oggi in tutte le librerie. All'interno notizie, curiosità e aneddoti per educare lo strumento-voce e diventare un bravo cantante.
Abbiamo intervistato il vocal coach nonché insegnante nelle ultime tre edizioni di Amici (voto: 7). Com'è nata l'idea del libro e a quale tipo di pubblico si rivolge? "L'idea è nata tanti anni. Il fatto di aspettare così tanto tempo per la pubblicazione è dovuto ad impegni televisivi che mi hanno portato a non ultimare alcune parti. Ma l'esperienza accumulata in tv mi ha permesso di aggiungere ulteriori nozioni ed esperienze da trasmettere e trasferire. Il mio intento è di dar vita ad una documentazione su un sistema didattico vocale che vada dalla A alla Z e che non riporti soltanto esercizi o dati fini a se stessi. Risultato? Un'ottica moderna e a 360° sulla tecnica del canto moderno e su una metodologia che mi ha dato tante soddisfazioni".
Perché un bambino che voglia iniziare a prendere lezioni di canto dovrebbe scegliere questo metodo? "Non sono così presuntuoso da imporre il 'Vocal Classes'. Può scegliere il metodo che vuole. L'importante, innanzitutto, è che decida di studiare. Ritengo, però, che il 'Vocal Classes' possa aiutarlo molto nel canto moderno".
Tra i tanti artisti con cui ha avuto la possibilità di collaborare in 25 anni di carriera c'è qualcuno con cui ha dovuto "combattere" per educarlo al rispetto di determinati canoni, compresi l'alimentazione e gli esercizi fisici di cui parla dettagliatamente nel libro? "In realtà, nel campo professionale, tra quelli che appartengono alla vecchia generazione, cioè antecedenti al 2000, non ho dovuto 'combattere' per niente. Tutti erano abituati a lavorare e consapevoli che, per ottenere successo e fare qualcosa di importante nell'arte della musica, bisogna prepararsi e studiare. Chi è artista ha l'esigenza di conoscere e non può considerare lo studio un sacrificio ma una linfa vitale. Semmai sarà una forma di sacrificio tutta la vita musicale".
Ha parlato del 2000 come anno di spartiacque. Poi sono arrivati i talent show e lei ha partecipato ad Operazione Trionfo e ad Amici. Quali differenze ha riscontrato tra le due trasmissioni? "Innanzitutto Operazione Trionfo era basata solo sui cantanti mentre ad Amici, fino all'anno scorso, erano rappresentate tutte le forme d'arte comunicativa: canto, danza e recitazione. Nel primo talent si era subito 'rinchiusi' in una casa, nel secondo in un successivo momento. Nel primo bisognava preparare i ragazzi con più fretta, nel secondo con più calma. Tutte e due sono state belle ed importanti esperienze".
Nel libro affronta la relazione tra discografia e talent show. All'ultimo serale si è spesso lamentato dell'eccessivo peso delle major. Conferma quest'impressione? "Certo. C'è una discrepanza tra la forma di costruzione didattica e l'interesse così avventuroso da parte delle case discografiche. Questa cosa non mi piace, non la condivido. Penso che loro debbano entrare in un talent show dapprima come spettatori e poi nella distribuzione e commercializzazione di un prodotto che va prima costruito durante la trasmissione. Non devono essere loro a decidere chi debba vendere o meno né è giusto che il pubblico venga contaminato dalle scelte discografiche".
Di questo ha parlato lontano dalle telecamere con Maria De Filippi o Luca Zanforlin? "Si tratta di aspetti assolutamente riservati che non posso rivelare. Ciò che posso dire è che con Maria non ho nessun problema".
Anche su You Tube è cliccatissimo un video nel quale lei, durante un miniconcerto a Varese, annuncia di aver lasciato Amici e dichiara "Ci sono troppi interessi che a me non piacciono". "Questo non è imputabile alla conduttrice. Ribadisco: per me non è giusto il lavoro della discografia. Poi, se qualcuno lo permette o meno di fare, è un altro discorso. Io mi discosto e mi dissocio completamente da questo modo d'operare. Se la discografia vuole lavorare con me ben venga come abbiamo sempre fatto in passato. Ma davanti a tutto va messo l'impegno artistico".
Per l'anno prossimo, allora, come evolverà la situazione? Sarà ad Amici o non ci sono le prospettive per ritornare? "Sinceramente non lo so. Se la contaminazione discografica sarà così forte no. D'altronde, se me ne sono andato un motivo ci sarà. Comunque sono sempre stato libero nelle scelte anche grazie a Maria. Ma io ragiono secondo i canoni dell'etica e dell'arte e amo troppo la musica per passarci sopra".
Di lei ogni tanto si parla anche come possibile new entry a X Factor dove cercano un quarto giudice... "Se arriverà un'offerta di collaborazione da parte di X Factor sicuramente sarà valutata. Se ho la possibilità di essere d'aiuto a qualcuno, che sia in televisione o al di fuori e abbia qualità artistiche, sono a disposizione".
In tv oggi abbondano i talent show con protagonisti i bambini. Qual è il suo giudizio? "Non voglio che queste trasmissioni diventino macchine stritola-bambini. Finchè resta tutto nell'ordine del gioco mi va bene ma se si strumentalizza ogni cosa ho paura. Tra l'altro stiamo parlando di persone che devono ancora crescere musicalmente e cambiare voce. Se tra loro c'è un artista che subirà una 'muta vocale', canterà in modo diverso e dovrà rieducare la voce un successo mediatico così intenso e immediato potrà creare un'involuzione dell'artista e una problematica successiva nella crescita della persona. Bisogna stare molto attenti".
FINE PRIMA PARTE. VENERDì IL RESTO DELL'INTERVISTA IN CUI LUCA JURMAN PARLERA' DEL RAPPORTO CON GLI EX CONCORRENTI DEL TALENT SHOW DI CANALE 5.
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