Mike Bongiorno concorrente a Sei più bravo di un ragazzino di quinta? su Sky Uno: "Che stress, meglio fare le domande che rispondere"

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Mike Bongiorno (voto: 6,5), per la prima volta nei panni di concorrente invece che di conduttore, aprirà la speciale edizione del quiz Sei più bravo di un ragazzino di quinta? (6), dieci puntate speciali (ad iniziare da giovedì 3 settembre alle 21 su Sky Uno) e 12 ospiti vip che tornano a scuola per un fine benefico: raccogliere fondi da devolvere a Sky per l'Abruzzo.
Il primo è proprio Mike. "Lo ammetto - scherza su La Stampa all'indomani della registrazione - ero molto agitato. Io sono ignorante, le domande le ho sempre fatte, ma non ho mica mai risposto. E c'era l'apprensione di fare una figuraccia dando modo ai telespettatori di pensare 'Ecco questo si è dato arie per una vita con i suoi quiz ed era tutto un bluff'".
A interrogarlo in storia, geografia, grammatica e scienze, "tarate" però sulla sua personalità, il conduttore Massimiliano Ossini (6). "E' stato un vero onore avere Mike ospite - dice - Si è messo in gioco davvero e questo mi è piaciuto. In più ho potuto vedere come si comporta un vero professionista anche fuori dal set: era sempre pronto, entrava e usciva dalla scena appena gli veniva chiesto, con massimo rispetto per i tempi tecnici. Un mito della tv come Mike ha gestito la cosa con grande umiltà , non ha mai ceduto alla tentazione di fare il conduttore, ma ha tenuto il ruolo di concorrente fino in fondo".
La prima domanda è di musica, "Quale strumento musicale è fatto di una lega di rame e zinco?", una buona occasione per Mike di ricordare il mitico "Fiato alle trombe Turchetti". Lui pian piano ci prende gusto: "Quanto ho vinto, quanto ho vinto?". Si finisce con la domanda di scienze sui Telegatti, "Le hanno o no le vibrisse?" e qui Mike chiede aiuto, tra gli applausi del pubblico. "Il fatto è che i ragazzini di oggi sono bravissimi - spiega - molto più svegli di quelli di vent'anni fa, più aperti. Crescono immersi nella tecnologia, salgono su un aereo e non è più un'avventura, da vivere con paura ed eccitazione: sanno perfettamente la velocità e l'altitudine a cui vola. Sono i figli dell'era televisiva, sul piccolo schermo hanno già visto tutto". E questa non è di certo una buona notizia.
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