Paolo Beldì via da Quelli che il calcio e...: "Per la Ventura è una scelta aziendale". Marano: "No, la decisione è di conduttori e autori"

paolo-beldi_simona-ventura.jpg

Dopo 16 anni, otto con Fabio Fazio (voto: 7) e altrettanti con Simona Ventura (7), il regista Paolo Beldì non sarà più a Quelli che il calcio e... (6,5): le indiscrezioni sul suo allontanamento erano partite da oltre due mesi ma ora, leggendo il numero del Tv Sorrisi & Canzoni in edicola, si ha la conferma che la decisione è stata unilaterale.
"Non è stata una mia scelta - precisa Beldì - onestamente pensavo di fare ancora un anno a Quelli che il calcio.... Diciamo che sono stato esonerato come Ancelotti, anzi come Prandelli, che è l'allenatore della Fiorentina (il quale, in realtà, è ancora saldo sulla panchina viola, ndB). Ma per fortuna, come loro, ho trovato subito lavoro".
Dal 21 ottobre, infatti, sarà il regista del nuovo programma di Gianni Morandi La nostra storia, quattro puntate dal rinnovato Teatro delle Vittorie di Roma. Ma chi ha deciso "l'esonero" di Beldì? "Magari è solo perché ho mandato troppe volte l'inno della Fiorentina, saranno 800 in 16 anni! Simona Ventura sostiene che è stata una scelta aziendale, forse l'azienda ha scelto di farmi star meglio a Raiuno...".
E l'azienda? Antonio Marano, ex direttore di Raidue, ora vicedirettore generale della Rai, si tira fuori: "Sono gli autori e i conduttori che volevano rinnovare e dare nuovo smalto al programma. Beldì per me resta un amico". Per qualcun altro evidentemente no. E il rapporto (professionale ma anche umano) è finito nel peggiore dei modi.
  • shares
  • +1
  • Mail