Simona Ventura, nel 2002 La grande notte delude in prime time e scatena polemiche mentre nel 2003 è lite domenicale tra Mentana e Giorgino

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SIMONA VENTURA STORY/9 Maurizio Crozza (voto: 7) nei panni di George Bush è tra i protagonisti, assieme a Simona Ventura (7), Gene Gnocchi (7) e Marcus Schenkenberg (il modello svedese che assomiglia a Pippo Inzaghi), del nuovo varietà di Raidue La grande notte del lunedì sera, in onda da Milano da fine settembre 2002 alle 21. No, non è la versione serale di Quelli che il calcio..., anche se autori e conduttori sono gli stessi, ma una parodia folle e irriverente delle megapremiazioni, tipo Oscar o Telegatti, con tanto di nomination e categorie surreali ispirate a quanto è successo nel mondo dello sport, della politica, della tv, dell'economia, e chi ne ha più ne metta. Esempi? Premio per la miglior accoglienza riservata a un extracomunitario: nomination d'obbligo al sindaco di Treviso Gentilini. Oppure: premio al conduttore di Tg con la postura più bizzarra. Vincerà la Gruber? La giuria (la Ventura è la presidentessa, gli altri sono Klaus Davi, Marco Mazzocchi e l'imitatore Max Tortora) assegna la statuetta ribattezzata "Tony Marano Award": omaggio o presa in giro del direttore della seconda Rete Rai. A Mazzocchi è invece affidato il compito di curare il dibattito sul tema sportivo della settimana.
Aldo Grasso commenta: "E' un bel programma ma ancora da sistemare, se vuole trovare la grinta, la sprezzatura, la dissennatezza di cui ora scarseggia ma di cui non può fare a meno. C'è da lavorare e sodo: del resto gli uomini e le forze non mancano. Prendiamo Gene Gnocchi: è il suo anno, è in forma, ha voglia di misurarsi con il difficile, e allora tanto vale servirlo a dovere. Se gira lui, gira il programma. Il quale, lo ricordiamo, premia, quasi fossero da Oscar, personaggi, battute, castronerie, eventi messisi in luce durante la settimana. Bell'idea, ma siamo sempre alle solite, anzi ai soliti: Vissani, Fede, il sindaco di Treviso, i documentari tristi di Alberto Angela, le raffinate battute di Natalia Estrada. A quando Mughini? Il difetto principale è che ci sono troppe battute che servono solo a gratificare la presunta «vittima». E poi perché farsi del male riempiendo lo studio di persone, come direbbe la Mondaini, «antipatiche» come Denny Mendez o Cecilia Gatto Trocchi (alla maga Prandi: «Lei è qui in tv a farsi pubblicità». Di grazia, cosa ci faceva in video la Gatto Trocchi?) o Klaus Davi. Da incorniciare gli effetti flou del regista Paolo Beldì a sottolineare con humour l'ingresso trionfale dei premiati".
Durante una puntata dedicata agli Oscar (veri) al campionato di calcio Gene Gnocchi propone, scherzosamente, un Premio che richiama un centro estetico dietro al quale si nasconde lo sfruttamento della prostituzione e frequentato anche da molti giocatori. Non a caso gli juventini presenti non nascondono il loro disappunto e vorrebbero lasciare lo studio: sono convinti a rimanere ma guadagnano l'uscita non appena ricevuto il premio. Chiamato sul palco per la sua premiazione, Pierluigi Collina si sente rivolgere la solita battuta sulla sua "pelata". E' troppo. In onda il miglior arbitro del mondo fa finta di niente ma appena può abbandona sdegnato la compagnia e torna a casa, gettando via il premio. Gli ascolti sono bassi: si passa dall'8,92% di share iniziale al 6,22% e il programma viene retrocesso in seconda serata, una fascia in cui trova però una sua identità.
Nel dicembre 2003 nuova lite durante Quelli che il calcio...: protagonisti Enrico Mentana e Francesco Giorgino. Tutto nasce da una battuta del direttore del Tg5 che, dopo aver elogiato Bruno Vespa, collegato con la trasmissione di Raidue, dice: "Se parlassi di Giorgino non ne parlerei come parlo di Vespa". "Ti ricordo che sono il conduttore di un telegiornale che vi distanzia di 2-3 punti", replica Giorgino intervenendo a sorpresa per telefono. Vespa cerca di calmare le acque: "Sei uno dei volti più brillanti e promettenti del Tg1, sai che tutti quanti immaginiamo che avrai un eccellente futuro professionale, ma non te la prendere così per una battuta", dice a Giorgino. Ma questi rincara la dose: "Non ho mai reagito alle cose, tra l'altro molto divertenti, che hanno fatto sia Gnocchi che Crozza, perché quello è il contesto giusto, ma che il direttore del tg concorrente al Tg1 utilizzi Raidue per parlare male del Tg1 è ridicolo e scandaloso". Poi, rivolgendosi a Mentana che ride: "Preoccupati del Tg5, Mentana, non ridere. Ricordati la parola etica. Siamo colleghi, non è tutto un circo". "Rido quando cavolo mi pare - chiude Mentana - non mi rovinerai la domenica pomeriggio e mi auguro di non rovinarla a te. Se ti ho offeso, scusa".
Fonti: Corriere della Sera-Repubblica
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