Gerry Scotti: "Lascio La Corrida: era impossibile cambiare il programma. Ora a caccia di talenti veri. Ecco chi vorrei come giurato"

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"La Corrida è un asset importantissimo per il palinsesto di Canale 5. La produttrice, Marina Donato, ci ha chiesto di farla riposare, come si dice nel gergo televisivo, per una stagione. Tornerà, infatti, all'appuntamento con i suoi oltre cinque milioni e mezzo di fedeli telespettatori, nell'autunno del 2010. Sarà rinnovata e più forte che mai": lo aveva detto il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, inaugurando la videochat Diretta Web di Qui Mediaset.
Ma non aveva aggiunto il particolare più importante: il programma proseguirà senza Gerry Scotti (voto: 8). Che al Corriere della Sera si è tolto più di un sassolino dalle scarpe: "Tramite me La Corrida è sopravvissuta a Corrado e tramite qualcun'al­tro sopravvivrà a me. Gli anni della Corrida sono stati i più belli della mia vita ma di più non posso dire. Non è mia. Ho un contratto con Mediaset e devo scegliere tra i programmi che mi propongono. Andare in onda con due trasmissioni così vicine era impossibi­le".
La sensazione è che il presentatore iniziasse a soffrire l'impossibilità di ap­portare contributi al programma come autore: "La Corrida ha una liturgia diffi­cilmente ritoccabile. Il concetto è quel­lo dell'arena, dei dilettanti allo sbara­glio. È un programma unico: cambiarlo per proporre novità al pubblico o anche per esigenze mie non era possibile". Do­nelli ha però parlato di "edizione rinno­vata": "Non l'hanno mai rinnovata con me, non vedo perché dovrebbero far­lo ora". Con la sua scelta - fa poi ca­pire - non c'entrano gli ascol­ti dell'ultima messa in onda: buoni ma più bassi del solito.
Per Scotti c'è la voglia di cambiamento e di andare ol­tre la sola conduzione. Deside­ri realizzati con la guida della versione italiana di America's got talent  i cui diritti sono della Grundy che lavora allo show con la Fascino, so­cietà di Maria De Filippi (8). A far da media­tore tra la conduttrice e Scotti è stato Pier Silvio Berlusconi. "Questa è l'inedi­ta esegesi dei fatti - spiega il presenta­tore - Prima di partire per le vacanze c'è stato un pranzo con Pier Silvio: mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto con­durre un talent. Gli ho risposto di sì, ma alle condizioni che gli ho elencato. Così mi ha detto compiaciuto che il giorno prima la De Filippi gli aveva detto le stes­se cose. Il mattino dopo sono andato a Roma e la sera ero a cena con lei. Abbia­mo discusso con entusiasmo. Ci piace­va l'idea di allargarci a ogni talento ed età: non solo al canto o al ballo e non solo giovani come per Amici o X Factor. Fino a quel punto ero convinto che sarei stato uno dei giurati. O che avremmo condotto insieme lo show. Ma Maria è stata categorica: 'Il program­ma è tuo'. Credevo volesse essere alme­no in giuria ma ha tranciato: 'Non se ne parla'. Insomma, lei mi metteva a dispo­sizione la sua macchina da guerra per la ricerca di talenti".
Scotti definisce il nuovo show "un'illuminazione sulla strada di Da­masco, che mi ha portato, a 53 anni, a rimettermi in discussione". Il pro­gramma, dal titolo ancora traballante ma che forse sarà Italiani che talento, debutterà a gennaio 2010, non il saba­to sera, per 6 puntate più due semifi­nali e una finale. Tutto per 120 concorrenti: "Non è previsto un day-time: nel preserale ho l'appuntamento con Chi vuol essere milionario? (inizierà il 31 ago­sto, ndB). Sarà un programma diverso dalla Corrida dove era più facile tifare per il meno bravo. Qui sa­rò il garante del talento dei con­correnti".
Il format prevede una terna di giurati. "Antipatici ed esperti di tutto il mondo fatevi avanti - scherza il conduttore - In Ame­rica c'è un volto amato, uno più giovane e un super critico. Chi vorrei? Lo ha escluso ma mi piacerebbe Maria De Filippi. Poi Sabrina Ferilli, Renato Zero, Gianni Morandi, Carlo Vanzina, Lucio Dalla, Mogol e... - ride - Lu­ciano Moggi. Un buon giurato poteva essere Maurizio Costanzo ma Maria l'ha boccia­to perché ha detto che sarebbe troppo buono. Immagino nasceranno dei contrasti con me quando li vedrò eli­minare i talenti che ho selezionato. Prendo a cuore le cose: credo mi si ve­drà in un'insolita veste litigiosa". Poi, sibillino: "Con Facchinetti a X Factor il problema non è mai esistito perché si mette al servizio dei tre. Crescendo può essere che cambi. La fortu­na di X Factor è aver trovato quei due lì (Morgan e Mara Maionchi, ndB)". Non pen­sa che il giochino tra lei e i giudici pos­sa prevalere sui concorrenti? "Il dibat­tito sosterrà il tutto ma, il giorno do­po, le persone devono dire: 'meno ma­le che hanno tenuto la ballerina' o 'peccato che hanno eliminato l'imita­tore'. I dilettanti allo sba­raglio vadano alla Corrida. Cerchiamo talenti veri". A dimostrazione di quanto sia netta la rottura con il programma condotto fino a qualche mese fa.
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