Pupo: "La tv chiusa per ferie è un'offesa al Paese in crisi. Serve una legge che tuteli gli spettatori. La Rai faccia lavorare gli interni"

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Pupo (voto: 6) sta per tornare in tv con la terza edizione consecutiva di Reazione a catena (6,5), in onda da lunedì prossimo su Raiuno alle 18.50, ma è consapevole che (mai come quest'anno) il piccolo schermo ha "chiuso per ferie". "La tv che d'estate si ferma per quattro mesi, da metà maggio a metà settembre, è una vergogna soltanto italiana. Una vera indecenza. Penso che neppure i Paesi africani siano ridotti così", si sfoga così al Tv Sorrisi & Canzoni.
"Non si fa così - prosegue - In un'Italia alle prese con la crisi, con tanti anziani, malati, gente che d'estate deve stare per forza a casa, non si può fare finta di niente. Vale per la Rai come per gli altri. Penso a mia madre, a chi ha davvero bisogno di compagnia. Dovrebbero effettuare un serio intervento legislativo. È una vergogna inaudita: si vedono solo un campionario di film replicati per la 1.800ª volta e spezzoni di vecchi show".
"Succede solo in tv - aggiunge - il resto del Paese non si ferma. Visto che Endemol, Ballandi, Magnolia e compagnia bella lavorano per il resto dell'anno, anche perché spesso gestiscono risorse artistiche fondamentali, in Rai d'estate dovrebbero approfittarne per far lavorare gli interni, che non di rado sono lasciati a far nulla. La Rai dovrebbe imparare a distinguere fra gli appalti indispensabili e quelli che non lo sono".
"Così - conclude - si fa anche sperimentazione su programmi che poi possono essere usati proficuamente in autunno. Come Reazione a catena, che per ora non ci va, ma speriamo di sì, in futuro. E' comunque un esempio riuscito di sperimentazione". Ed è l'unico programma affidato a Pupo negli ultimi tempi (a differenza di Volami nel cuore e I raccomandati) ad aver convinto anche dal punto di vista dell'Auditel.
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