Fiorello Show chiude con un bilancio positivo e ascolti pari al 38% di share di una tv generalista. Lui: "La cosa più bella della mia carriera"

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Le prime puntate non avevano convinto a pieno, poi lo spettacolo teatrale e conseguentemente il varietà televisivo sono pian piano decollati, trovando una formula dinamica e convincente, capace di mixare al meglio i monologhi (sempre più riusciti) del conduttore e le interazioni con gli ospiti ma anche con la gente comune seduta in poltrona.
E così il Fiorello Show (voto: 8,5), ad una settimana dalla chiusura, può vantare un bilancio assolutamente positivo. I numeri? Per più di due mesi per tre giorni a settimana è stato riempito un mega teatro di 2.500 posti. In tv gli ascolti si sono stabilizzati tra i 350.000 e i 500.000 spettatori, paragonabili al 38% di share di una Rete generalista.
"Senza togliere nulla a ciò che ho fatto fino ad ora, quello che sta per finire è sicuramente l'esperienza più viva, più interessante, più nuova, più bella della mia carriera. Mi ha dato una soddisfazione particolare. E penso che solo su Sky, così, avrei potuto farla", spiega con euforia Fiorello (9) a Repubblica. E il regista-coordinatore Giampiero Solari racconta il clima in cui è maturato lo show, alcuni retroscena. Per esempio il "gran rifiuto" di Fiorello, di fronte a una montagna di soldi che Berlusconi gli avrebbe potuto dare per stracciare il contratto con Rupert Murdoch: "A Palazzo Grazioli, Fiore ha rifiutato una trattativa con Berlusconi. Il premier voleva convincere Fiorello a non passare a Sky. Lui ha detto no. Quel giorno con il premier non s'è parlato di calcio, di Milan o Kakà".       
E aggiunge: "Diciamo che si era montato troppo l'evento, si voleva avere subito il risultato. Ci sono volute 2-3 settimane di rodaggio per raggiungere l'equilibrio. Dopo le critiche ai varietà troppo lunghi, infiniti, abbiamo voluto creare l'abitudine a uno spettacolo di 35-40 minuti. Fiore ci è riuscito, coniugando con un linguaggio nuovo il progetto teatrale e quello televisivo".
Per suffragare l'unicità del "format" costruito per Sky, cita "la puntata senza pubblico: Fiorello era in un teatro vuoto, solo, ha recitato se stesso, da grande attore". Insieme agli altri autori, ricorda i nomi degli artisti-ospiti che hanno "giocato con Fiorello: Turturro, Jessica Alba, Baglioni, De Gregori, Mentana, Lola Ponce". Senza la "spalla" radiofonica Marco Baldini, questa volta Fiore si è appoggiato al maestro Cremonesi: "Sì, Cremonesi è come una spalla, lo segue da sempre. Anche con Mike Bongiorno c'è un gioco di coppia, sono amici, ma non è per una precisa strategia che Mike è approdato a Sky: è stato il suo momento particolare con Mediaset che li ha fatti ritrovare su Sky Uno". 
Certo, mancano i grandi ascolti ai quali Fiorello era abituato nella tv generalista, "ma quelli li aveva abbandonati già quando era passato dai dieci milioni del sabato sera, al milione di ascoltatori della radio. Senza alcun dramma", sottolineano nell'entourage del conduttore. Progetti futuri? Fiorello tornerà un giorno su Rai o Mediaset? "Con Sky, in piena libertà, abbiamo cominciato un lavoro nuovo. Io, come tutti gli autori, ci divertiamo. Ci stupiamo nel fare lo show: stupirsi è importante. Il futuro? Fiore ha un contratto fino a dicembre. Progetti per l'autunno non ci sono. Ma non è detto che nel futuro non ci possa essere qualcosa con le tv generaliste". Anche se, in previsione dei Mondiali (Sky trasmetterà tutte le partite e costruirà un evento attorno alla manifestazione), difficilmente la tv satellitare si lascerà scappare uno showman che ha "acceso" il canale 109.
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