Lo smemorato di Collegno, domenica e lunedì su Raiuno la fiction sulla vicenda dell'uomo senza memoria conteso da due famiglie

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Sono passati ben 83 anni e il grande enigma de Lo smemorato di Collegno, l'uomo che perse la memoria, non ha ancora una soluzione. La sua storia appassionò tutta Italia. Due famiglie se lo contesero: quella veronese dei Canella, certa che lo smemorato fosse il professore Giulio, insigne filosofo cattolico disperso in Macedonia e quella di Mario Bruneri, un impostore pregiudicato che, forse, finse l'amnesia per sfuggire il carcere. Un complesso caso giudiziario terminato in Cassazione nel 1931 e una grande storia d'amore perchè due donne si contesero lo stesso uomo e marito.
Raiuno ripropone quest'affascinante enigma domenica e lunedì in prima serata con la regia di Maurizio Zaccaro. I protagonisti sono Gabriella Pession (voto: 7) nella parte di Giulia Canella, Johannes Brandrup (7) in quella dello smemorato. Lucrezia Lante della Rovere (7) è Rosa Bruneri, Franco Castellano (7) il dottor Rivano, direttore del manicomio, Giuseppe Battiston è Astolfi, il giornalista della Domenica del Corriere che rivela l'esistenza del malato.
"Mi ricordo che quando ero al liceo a Torino il professore ci raccontò la storia dello smemorato di Collegno - ha raccontato in conferenza stampa il direttore di Raiuno e Rai Fiction Fabrizio Del Noce - io poi la proposi a Saccà e la fiction è stata realizzata quando io sono diventato direttore anche di Rai Fiction".
A curarne la regia è Maurizio Zaccaro, che ha raccontato come la vicenda sia sempre attuale confrontandola con la storia di Matteo Caccia, un trentatreenne che vive a Milano ed è protagonista di un programma su Radio2, Amnesia, in cui ogni giorno cerca di ricostruire la sua vita.  "E' una storia che si ripete sempre - ha commentato il regista - proprio in questi giorni c'è il caso su Radio2 di Matteo Caccia. In un concerto quest'uomo ha perso la memoria. Ogni giorno alle 12 racconta qualcosa in un quarto d'ora. La storia ha analogie con quella di Collegno. Il furto dell'identità poi oggi è una pratica che cresce, c'è gente che fruga nelle cassette della posta altrui e si costruisce un'altra identità, anche attraverso i furti di carte di credito e di carte d'identità può succedere la stessa cosa".   
"Io non sapevo nulla dello smemorato - ha raccontato l'attore Johannes Brandrup - il regista mi ha detto di non leggere nulla per mantenermi innocente. Forse per questo mi ha scelto: perché non avevo un'opinione. Mi sono concentrato molto sul momento dell'arrivo in manicomio del protagonista, quando tenta il suicidio. Io ho impersonato Canella e Bruneri: per il primo ho tanta compassione, del secondo mi fa paura la furbizia. Su questa esperienza ho creato un blog, una sorta di diario di lavoro".
Nei panni di una delle donne contendenti c'è Lucrezia Lante della Rovere: "Io ho avuto un ricordo di mia nonna che mi diceva, dato che ero sbadata e con la testa per aria, 'Madonna mi ricordi tanto lo smemorato di Collegno'. E io ne ignoravo la storia. Questa è stata un'occasione per scoprirla. Susanna Bolchi (produttrice con Aureliano Lalli-Persiani, ndB) quando mi chiamò mi disse di presentarmi al regista senza trucco, dimessa, 'sdrucita' perché il ruolo di quella bella lo avrebbe fatto la Pession. E in fondo un attore deve avere la capacità di sapersi trasformare. Io sono andata da Zaccaro dopo la palestra, quasi maleodorante e in pessime condizioni. Mi guardò e mi disse: 'Sei perfetta'. Il mio personaggio è pieno di dolore e ha una grande dignità. Non avrebbe mai voluto tirar fuori la storia di suo marito. Adesso una donna con una storia del genere andrebbe al Grande Fratello".
Interprete dell'altra donna, che poi avrà tre figli dall'uomo e che andrà con lui a vivere in Brasile, c'è Gabriella Pession: "Essendo metà piemontese la storia la conoscevo. Se lo smemorato soffre di mancanza di memoria, il mio personaggio non ne soffre ed ha un percorso psicologico interessantissimo. Anche a me il regista ha consigliato di leggere il meno possibile e di immaginarmi di essere un pendolo: oggi in un modo e domani in un altro. E' immersa in un alone di ambiguità ed estraniamento, e le sue contraddizioni la rendono umana, nonostante i dubbi andrà avanti fino alla fine. Forse è psicolabile, forse dopo 10 anni di solitudine arriva a credere che davvero quell'uomo sia suo marito e poi se ne innamora, oppure davvero era lui. Alla fine la storia non prende mai una posizione. La mia opinione oscilla, a volte ho pensato che lo smemorato fosse Bruneri e, in questo caso, mi piace la sua forza di volontà nel ricrearsi un nuovo nucleo familiare". 
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