Amici contro X Factor, Donelli spiega lo spostamento al martedì mentre il Codacons attacca. Ecco come si dividono i vip

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Il "grande giorno" è arrivato. Altro che Raiset. X Factor (voto: 7) da una parte e Amici (7) dall'altra in uno scontro tra talent show mai visto in Italia. Massimo Donelli, direttore di Canale 5, commenta così al Corriere della Sera il punto di vista di Mediaset: "Le decisioni si prendono sempre in due. Maria De Filippi è una donna guerriera, ma è anche una che lavora facendosi venire ogni giorno il mal di pancia perché non prende nulla sotto gamba. Vive con emotività, orgoglio e protezione quello che fa, ma le abbiamo dato gli strumenti per capire le nostre motivazioni".
E le elenca: "A muovere le pedine per prima è stata la concorrenza: Raidue ha spostato X Factor al martedì per sottrarlo alla morsa del Grande Fratello e Raiuno ha messo la fiction al posto di uno show chiuso. Noi ci tariamo su Raiuno e la nostra regola è di non avere mai fiction contro fiction perché è un investimento importante da proteggere: così abbiamo spostato Ris e Maria".
Di sicuro il pubblico è sempre più intollerante a questi cambiamenti repentini e a registrare questa insofferenza è l'associazione di consumatori Codacons il cui presidente Carlo Rienzi ha dichiarato che le Reti televisive "dovrebbero dimostrare maggiore rispetto verso gli utenti, effettuando spostamenti di palinsesto solo in casi particolari (per esempio la finale dei Mondiali), e rinunciando a logiche pubblicitarie e di audience che finiscono per danneggiare unicamente i telespettatori".
Più ampia, e più giovane, la platea che segue Amici, quest'anno all'ottava edizione, forte di 6 milioni di spettatori di media e del 25,4% di share. Più ridotta, ma decisamente in crescita, quella che apprezza X Factor: 3 milioni di media e il 14% di share. I due talent show hanno rivitalizzato il fenomeno dei gruppi di ascolto e sono seguiti anche da insospettabili personaggi del mondo dello spettacolo, magari gli stessi che si dicono ipercritici nei confronti degli altri programmi della tv generalista.
Come riportato da Repubblica nel ruolo di testimonial ha cominciato un padre nobile della canzone d'autore italiana, Francesco Guccini ("Programmi come questi sono più che utili alla musica"). Poi ha parlato Patty Pravo ("In un posto come l'Italia, dove i giovani non hanno neanche la possibilità di utilizzare una sala prove, in fondo è già qualcosa"). Il regista Paolo Sorrentino è uno degli appassionati: "Ho moltissimi amici che seguono X Factor e ci scambiamo opinioni sui cantanti. Ci siamo detti: prima o poi vediamolo assieme", ammette. "C'è una bella energia, Morgan poi è un fenomeno molto interessante, il simbolo della tv come dev'essere fatta: il suo parere tecnico riesce a spiegarlo con parole semplici anche a chi non se ne intende. Mi piace la gara, le liti della giuria invece mi annoiano". Chi non segue il programma, come Ferzan Ozpetek, ci fa i conti lo stesso: il regista ha confessato che fissava al lunedì le cene più intime perché sicuro che i suoi amici quella sera erano tutti presi di fronte al televisore. Il regista Giovanni Veronesi ha imparato ad apprezzare il talento dei concorrenti: "La gara mi tiene incollato al televisore anche se non mi piacciono le giurie, il teatrino delle loro liti: quando cominciano a discutere e a fare i protagonisti io cambio canale". Lo scrittore Francesco Piccolo ammette di non disdegnare neanche gli altri reality. "Ma nel caso di programmi come X Factor al centro c'è il talento, assisti all'inizio di una possibile carriera. C'è la sofferenza, la gara, l'eliminazione, le critiche, i pettegolezzi, in fondo nessuna differenza con quanto accadeva un tempo a Sanremo. E' l'opposto de L'isola dei famosi, in cui ci sono personaggi decaduti che si aggrappano all'ultima possibilità: lì c'è uno spettatore sadico, qui uno spettatore partecipe. Mi piace molto Morgan, i suoi giudizi articolati e professionali non sono un dato trascurabile in una prima serata tv". Stravede per Morgan anche Giorgio Albertazzi, tanto che gli ha lanciato la proposta di collaborare a un programma tv sulla letteratura: "Morgan è un talento giocoso, ha un'energia incantevole, unisce malinconia e umorismo in perfetto spirito shakespeariano. Preferisco X Factor, più immediato, più vicino alla commedia brillante, imperdibili poi le audizioni, con la nullità addobbata da genio. Amici si tiene sulla personalità straordinaria, da macchina pensante, della De Filippi, sulla sua riservatezza che rasenta il poetico". Per Renzo Arbore "negli ultimi anni non c'erano più ribalte per le canzoni. E' vero che in questi talent show si deve sopportare tutto quanto fa tv, ma contribuiscono a scoprire belle voci. Come artista e propugnatore della tv di artisti, quando vedo lo scintillio del talento sono contento. Meglio questa tv di niente".
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