Giancarlo Magalli: "Vorrei tornare a Raiuno ma Del Noce mi ha fatto fuori. Mezzogiorno in famiglia non è il programma ideale..."

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Quando Giancarlo Magalli (voto: 7) decide di confidarsi con i giornalisti della carta stampata l'intervista diventa inevitabilmente "pepata" e nel mirino vi finisce il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce. E' accaduto anche questa volta (a Il Giornale) nel consueto sfogo del conduttore. Che parte così: "Ogni tanto sparisco. Ma anche quando non litigo. Feci una Domenica In che andò benissimo e poi mi tennero fermo per un anno. Poi sono sparito da Raiuno. Non si capisce perché. Ma vorrei tornare lì, ci ho lavorato per tutta la vita, ho fatto tanti programmi di successo. Quando è arrivato Del Noce ha fatto fuori Baudo, Carrà, Frizzi e me. In compenso ha fatto lavorare molte persone non all'altezza". Evita però di fare i nomi e di ricordare il flop nel giugno 2006 con il game show Mister-Il gioco dei nomi, testato in access prime time proprio nella Rete ammiraglia Rai.
L'accusa, poi, si estende (giustamente) ai vertici aziendali, che spesso provengono da aziende in cui fa tutt'altro o che addirittura si vantano di non avere a casa nemmeno la tv. Per non parlare del legame forte ed indissolubile con la politica, che rende ogni CdA precario. Magalli, allora, si lascia andare ai rimpianti. Gli manca il periodo in cui "c'erano direttori che ti chiamavano e ti dicevano: portami una proposta per un varietà. Tu scrivevi e se andava bene si faceva. Ora invece si fanno solo format".
E specifica: "Bisogna stare attenti. Ora che si fa? Se quei format fanno share in Belgio o in Francia, allora si comprano. Ma noi non siamo mica come i belgi! I gusti sono diversi. Oppure si fa il contrario. Programmi Rai, già testati, che vengono dati a società esterne e poi ricomprati dalla Rai come format. E si peggiorano pure i programmi. I Cervelloni, per esempio, che ereditai da Paolo Bonolis, era bellissimo, non c'era nulla da cambiare. A un certo punto però si decise di affidarlo a una società esterna che lo trasformò in un format, dandolo a Simona Ventura. È stato chiuso dopo due puntate".
E in conclusione dichiara: "Ora sono abbastanza contento perché il programma (Mezzogiorno in famiglia, sabato e domenica su Raidue, ndB) va bene. Però non è il programma ideale. Mi sono sempre occupato di attualità, interviste, problemi sociali. L'idea di fare il giochino tra i paesi mi diverte sì, ma professionalmente non è il massimo. Dopo 40 anni potrei fare qualcosa di più, penso". Sicuramente anche perchè condurre una trasmissione del genere è probabilmente una "punizione" maggiore rispetto a non lavorare. 
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