Paolo Bonolis "lancia" Carlo Conti come conduttore del Festival 2010 e torna sul suo: "Critiche dovute alle nomine Rai. La Zanicchi è una furbona"

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Paolo Bonolis (voto: 8) è tornato domenica sera sul "luogo del delitto": il Festival di Sanremo (8) è stato infatti premiato all'Oscar della Tv che si è tenuto in diretta su Raiuno dal teatro Ariston come "straordinario evento televisivo dell'anno". Per il conduttore la possibilità di "giocare" nuovamente con l'amico Luca Laurenti (7) per quasi mezz'ora.
E di lanciare (solo per dar vita alla gag?) Carlo Conti (7) come conduttore della prossima edizione. Per i seguenti (scherzosi) cinque motivi: "Perchè noi abbiamo altri progetti, per una questione di eredità..., perchè Pippo (Baudo, ndB) non lo sa, perchè c'è sempre una prima volta, perchè Sanremo possa avere il primo presentatore di colore".
E al Tv Sorrisi & Canzoni, intervistato dall'autore e amico Cesare Lanza, Bonolis si toglie qualche sassolino dalle scarpe: "Iva Zanicchi è una furbona. Alla fine ha volto a suo beneficio tutto il chiasso suscitato dall'ironia di Roberto Benigni sulla sua canzone, peraltro molto bella". Quanto alle critiche che hanno preceduto le trionfali serate sanremesi, "abbiamo capito presto che erano attacchi strumentali. Il Festival era un falso scopo. La vera battaglia era politica, per le nomine ai vertici della Rai (probabilmente sarà riconfermato presidente Claudio Petruccioli dopo il no di Ferruccio De Bortoli, ndB). Però una cosa mi è dispiaciuta: alcuni siluri arrivavano dall'interno della Rai, c'era chi remava contro... Non so chi fosse e in fondo non mi interessa. Ma, come dicono a Napoli, 'cca' nisciuno è fesso. Poi è arrivato il successo e mi sono di colpo trovato sommerso di elogi, come spesso succede in questo strano mondo".
Il bilancio non può che essere positivo: "Siamo riusciti a restituire alla musica un ruolo centrale, senza rinunciare allo show. Una innovazione è stata il ritmo che siamo riusciti a dare alla musica, grazie anche alla radio e al web. Sul piano umano, sono felice anche per la buona accoglienza riservata all'iniziativa umanitaria: nel 2005 abbiamo dato una mano al Darfur, questa volta, con l'introduzione della toccante canzone di Alain Clark, abbiamo sostenuto il Cers del professor Berardinelli. Il progetto 'Adotta un angelo' ha lo scopo di fornire assistenza medica gratuita, in casa, ai bambini vittime di gravi malattie, evitando a loro e alle famiglie il trauma di lunghe degenze in ospedale. La serata più insidiosa? La seconda. Per curiose coincidenze, quel giorno nessuna delle grandi star era disponibile. Comunque è andata bene: la controprova che la formula del Festival funzionava. La serata del giovedì? Una meraviglia. Dopo la valanga di critiche, un diluvio di elogi. Avrei voluto essere spettatore e non conduttore, per gustarmeli in santa pace! Maria De Filippi? Formidabile, una performance impeccabile. E la sua emozione mi ha fatto tenerezza. Chapeau per la sua bravura e la misura, in una prova oggettivamente insidiosa. Marco Carta e Arisa? Simpatici per freschezza, spontaneità ed età, oltre che per qualità. Il televoto? Non sono un tecnico. Mi assicurano che le garanzie di correttezza sono totali e, comunque, mi sembra una formula di votazione molto democratica. Come l'allargamento del Festival al mondo web: è prevedibile che si affermerà sempre di più in futuro. Insomma, il Festival dev'essere di tutti".
Ma il prossimo quasi certamente non sarà di Bonolis. Che farà in futuro? "Prima di tutto è prioritaria la mia famiglia. Poi... mi piacerebbe, più che fare il conduttore, inventare programmi, nuovi format: insomma, essere attivo e creativo soprattutto dietro le quinte". Inutile aggiungere che c'è ancora bisogno di lui (anche) davanti alle telecamere.
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