Dopo la denuncia di Maria De Filippi sulle copertine ad hoc per gli sponsor parlano i direttori dei settimanali. Visto: "Stop ai marchi"

orig_C_35_news_4152_GroupNews_listatakes_itemTake_2_fotoposizione_foto.jpg

Anche Striscia la notizia (voto: 8) si è occupata della puntata di Uomini e Donne (5) nella quale Maria De Filippi (8) ha raccontato di essere venuta a conoscenza, da un giornalista addetto ai lavori, del meccanismo in base al quale i protagonisti televisivi, per onorare i contratti con gli sponsor, appaiono sulle pagine delle riviste con scoop talvolta non veri, pur di mostrare il capo firmato. Il sito della tg satirico ha chiesto ai direttori dei settimanali Visto Franco Bonera, Star+Tv Giacomo Airoldi, e Vero Riccardo Signoretti un parere sulla vicenda.
Bonera: "Noi chiediamo di posare e fare servizi giornalistici. Una piccola parte dei personaggi posa indossando capi di sponsor, ma noi non abbiamo alcun contratto. A volte cancelliamo il marchio, ma altre può capitare che sia funzionale, per esempio quando è colorato e rende bene in foto. Con i due personaggi in questione, Giorgio Alfieri e Martina Luciani, abbiamo concordato un'esclusiva per il periodo di gravidanza e per i primi mesi della loro bimba. Giorgio per esempio non sempre ha il marchio, Martina sì, ma noi non siamo d'accordo con lo sponsor per dargli visibilità. È un contratto tra personaggi e sponsor dove noi non c'entriamo nulla.  Per quanto riguarda il dubbio sulla veridicità delle storie da loro raccontate, non possiamo sapere a priori se siano inventate ad hoc, noi crediamo a quello che dicono. Può succedere a coppie nate nei reality o nei programmi come Uomini e Donne che la loro relazione duri un po' e poi finisca, ma non possiamo mettere in dubbio i loro sentimenti. Questi personaggi hanno bisogno di tenere alto l'interesse nei loro confronti, e magari si fanno fotografare con il fidanzato di turno o inventano storie, ma è una responsabilità loro. Nel caso mostrato da Striscia è capitato che io sia stato chiamato come ospite a Pomeriggio Cinque e in quell'occasione ho fatto vedere la copertina della mia rivista dove di fatto si smentiva quello che era stato detto due ore prima dalla De Filippi. Come giornale non siamo né complici (perché non facciamo parte di questo meccanismo) né vittime (perché sappiamo che questi ragazzi per guadagnare hanno accordi con sponsor per indossare i loro capi). Nel prossimo numero di Visto ripercorrerò tutta la vicenda e spiegherò che sulla mia rivista non ci saranno più marchi in copertina. Era una decisione alla quale stavo pensando da tempo e che mi è parsa ancora più corretta quando il caso è stato sollevato".
Airoldi: "Ben arrivata alla De Filippi! Diciamo la verità: l'uso dello sponsor nelle foto posate è diffuso tra tutti i personaggi, più o meno noti. Lo si vede proprio in questi giorni durante le sfilate di moda: i grandi marchi fanno sapere di vestire quella o quell'altra star, alle feste attrici e conduttrici si fanno fotografare con indosso i capi dell'azienda che ha organizzato l'evento. I personaggi dei reality, i tronisti, i gieffini, le starlette che sono il nostro pane quotidiano hanno bisogno di visibilità, di creare la notizia, altrimenti ci si dimentica di loro. Non credo che lo facciano perché c'è uno sponsor dietro, certo poi il servizio fotografico è un'occasione per mostrare il marchio di cui sono testimonial, o con il quale hanno un accordo. Sta poi alla sensibilità del giornale mostrarlo oppure no. Io onestamente non mi scandalizzo, al contrario preferisco la chiarezza, preferisco che si dica il nome della marca, invece di fingere. Il lettore vuol sapere cosa indossa il personaggio. Per esempio sul mio giornale c'è proprio una rubrica, 'Quanto mi costi?', che fa i nomi delle griffe. Io non mi metto in tasca nulla, non sono complice, spesso sono citate persino aziende che non sono mai state nostre inserzioniste. In fondo lo fanno un po' tutti, basta guardare le pagine di economia dei quotidiani o i vari magazine, dove non mancano nomi di marchi".
Signoretti: "Penso, molto banalmente, che personaggi televisivi che non hanno talento da spendere vengano spremuti come testimonial. Non è un meccanismo nuovo ma conosciuto dagli addetti ai lavori. Questi personaggi hanno bisogno di far soldi, magari vanno in trasmissione senza essere pagati e guadagnano grazie ai contratti con gli sponsor. Anche alle aziende fa comodo perché così possono risparmiare sulle inserzioni pubblicitarie. Quando mi accorgo di un marchio troppo in evidenza lo copro, magari mettendo sopra la didascalia. Qualche manager mi ha anche chiesto il perché di questa scelta. Ma a volte può sfuggire, perché non è sempre chiaro se una collana o un orologio siano stati regalati, comprati o dati da un'azienda per metterlo in bella vista. Se poi mi viene proposto un bel servizio, per esempio un bacio fra due personaggi, e le foto mi piacciono non posso fare il test della verità, mi fido di ciò che raccontano i protagonisti. Noi cerchiamo di essere attenti, in fondo il nostro è un giornale familiare".
Sostanzialmente, dunque, vengono confermate le "accuse" della De Filippi e di Gabriele Parpiglia e la scelta di Visto di occultare d'ora in poi i marchi in prima pagina certamente non sarà presa bene dagli sponsor... e da chi ricerca una copertina (è il caso di dirlo) a tutti i costi.
  • shares
  • Mail