Marcello Balestra: "Marco Carta ha vinto Sanremo perchè è vero e ha repertorio. Il televoto è l'arma del pubblico". Il diario di Lorena

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"Se non sei vero o non hai una grande canzone la grande lente di ingrandimento di un palco come Sanremo rischia di bruciarti. Marco Carta e Arisa hanno vinto perchè sono veri, hanno un percorso coerente e tangibile e un lavoro sul repertorio": a parlare così a Italia Oggi è Marcello Balestra, direttore artistico della Warner Music, casa discografica che ha dominato nel 59° Festival della canzone italiana (voto: 8).
Ed è inevitabile tornare sulle polemiche legate al primo posto del cantante sardo che, secondo alcuni, sarebbe stata favorita dalla partecipazione ad Amici (7): "La vittoria di Marco Carta è il risultato straordinario di un giovane artista molto amato dal pubblico - anche di Amici - che, in pochi mesi, ha fatto un percorso artistico veloce ma di grande crescita. Anche i numeri lo confermano: sia nei concerti dal vivo a pagamento che con le vendite dei suoi album (oltre 100mila copie del disco di esordio e disco d'oro per il Dvd live) ha dimostrato di aver saputo creare fidelizzazione. E anche le prenotazioni del nuovo album La forza mia stanno dando grandi soddisfazioni".
Balestra aggiunge che "il percorso di Marco ci ha portati a presentare una canzone immediata, fresca e coerente con il personaggio", difende il televoto, "arma del pubblico, che se si appassiona per un'artista o un personaggio riesce anche a farlo emergere" e, su possibili attività di marketing e merchandising legate al nome di Marco, è categorico: "Per noi è fondamentale posizionare l'artista più che pensare al marketing collegato", il quale non viene escluso invece per Arisa.
La commentatrice di questo blog, Lorena, è stata due giorni a Sanremo assieme ad altre fans del cantante. Ecco il suo racconto: "Sanremo ci ha accolti con una splendida giornata di sole. Un giretto per il centro, un'occhiatina al teatro Ariston (quant'è piccolo!) e infine una capatina all'hotel sede del quartier generale di Marco, hotel che troviamo assediato dalle cartine che foglio e penna in una mano e cd nell'altra presidiano l'entrata. Organizzatissime, sono dotate anche di colonna sonora, ovviamente solo 'made in Carta'. Un pranzetto veloce ed è già l'ora del CartaIncontro organizzato presso la postazione di Radio 105. Entriamo nel salottino, ci fanno accomodare su divanetti e poltroncine bianche. Siamo fortunati. Il pass è solo per 20 persone. Diventeranno poi 30 per gentile concessione visto che comunque in tanti, troppi, sono costretti a rimanere fuori per mancanza di spazio. Firmiamo la liberatoria per le riprese audio e video ed eccolo... Marco arriva. All'inizio è un po' intimidito. Ma è un attimo. Si rende subito conto che è a casa, in mezzo al suo pubblico che lo adora e subito si rilassa. Si alza dal divano e si accomoda in bella vista a cavalcioni del bracciolo. Il deejay ci invita a fare domande porgendoci il microfono. A turno si chiacchera con lui chiedendogli di tutto di più. Si inizia con i complimenti per il cd. Lui si illumina e si vede che è giustamente orgoglioso. Poi gli chiediamo quale sia la sua canzone preferita. E' Vorrei tenerti qui ma non sarà questo il prossimo singolo. Molto probabilmente, in vista dell'estate, verrà scelta Dentro ogni brivido. In molti approvano e Marco, tutto contento, 'Davvero vi piace?' Mi sono imposto per inserirla nel cd. Era già chiuso, ho dovuto fare casino per convincere tutti a metterla'. Invece Dentro questa musica di Luigi Baudino, già autore di Anima di nuvola, non gli è piaciuta al primo ascolto. 'Poi a distanza di mesi l'ho riascoltata e mi sono detto che ero stato un cretino a scartarla'. Baudino che è presente all'incontro sorride. Poco prima, di fronte ai miei complimenti per la splendida canzone, mi aveva detto tra l'altro 'E' un piacere lavorare per Marco. Ha una grande musicalità'. Mi ha colpito come parla di Marco. Si sente che lo stima davvero molto, in tutti i sensi. Del tour Marco racconta che inizierà probabilmente a fine aprile e che questa volta sarà organizzato diversamente. Nelle grandi città innanzitutto. 'L'altra volta - dice - è stato tutto organizzato necessariamente di fretta. Questa volta faremo le cose per bene'. Ci racconta le emozioni provate al debutto sul palco di Sanremo. 'Ero convinto che non sarei mai riuscito a scendere quelle scale". "Ero terrorizzato'. Poi sono uscito, ho sentito qualcuno gridare il mio nome ed ho pensato 'Sono anche qui!'. Ne dubitavi Marco? Gli incartati sono ovunque! Ora è lì di fronte a noi, sorridente e apparentemente sereno e rilassato, ancora inconsapevole del trofeo che avrebbe stretto tra le mani solo a distanza di poche ore. Tante altre cose gli sono state chieste che ora non mi ricordo e comunque già sapete tutto visto che altri mi hanno preceduto nel resoconto dell'incontro. Quello che io non mi scorderò mai, al momento dei saluti e delle firme sui cd,  è il sorriso, la dolcezza e la disponibilità. Il suo riuscire a farti sentire sempre speciale, non uno dei tanti, l'attenzione con cui ti ascolta, la gioia nei suoi occhi mentre raccontavo delle posizioni in classifica e del  cd andato a ruba nello store Ricordi visitato prima della partenza. I 'Grazie' che non dice con le parole te li dice con gli occhi. E' di una sincerità disarmante. Un'amica incartata che era con me mi racconterà dopo che il presentatore di Radio 105 le ha detto 'Non lo conoscevo. Ora comincio a capire perché ha tanto seguito'. Un paio d'ore di riposo nella stanza d'albergo e poi è ora di prepararsi per la gran serata. Fino all'ultimo non sappiamo dove assisteremo all'evento ma al CartaIncontro ci siamo dette con altre incartate che sarebbe stato bello vederlo insieme. La scelta del gruppo cade sul bar Melody letteralmente a pochi passi, forse 50 m, dall'Ariston, che ci mette a disposizione un tavolo e un bel televisore al plasma sul muro tutto o quasi per noi. Ringrazio il bar Melody che ci ha ospitato, nutrito, sopportato per 5 ore. Siamo riuscite a farci sgridare solo un paio di volte ed è stato un successo vista la situazione. La serata è andata avanti in allegria e disperazione per la lentezza delle esibizioni tra quantità industriali di sigarette, patatine ed olive. Chi ha sofferto di fame nervosa e si è strafogato, chi non ha toccato nulla causa stomaco irriediabilmente chiuso. Tutti siamo stati aiutati a sopportare l'attesa dell'esibizione dalle coppette di daiqiri e da strane bevande spacciate per analcolici. A uno spettatore casuale il tavolo poteva sembrare una rivendita Tim o Vodafone. Mucchi di telefonini e schede telefoniche erano a disposizone sul ripiano del tavolo. Riusciamo ad incartare anche i tavoli vicini e il barista, indaffaratissimo, si è incartato pure lui, solo per l'esibizione di Marco ha fermato il lavoro per ascoltare. Ormai emozionatissime e sull'orlo di un infarto collettivo riusciamo a placare l'ansia per il passaggio alla volata finale 10 minuti prima del necessario grazie a un provvidenziale sms dalla sala stampa. Ma, coraggiosamente, ci diciamo che no, per il finale non vogliamo sconti e vogliamo soffrire e gioire in diretta con il resto del popolo cartiano e anche se arriverà un sms con il risultato finale non lo apriremo per goderci la notizia in diretta. E' ora. Non solo noi ora. Tutto il bar è in piedi ad aspettare il verdetto. Mi vengono in mente episodi analoghi, l'Italia ai mondiali e tutti in piedi a ad aspettare i rigori. E infatti, non appena Bonolis dice 'Marco Carta' esplode un boato. Tutti gridiamo, ci abbracciano, urliamo il suo nome e cantiamo le parole della sua canzone e poi via di corsa verso il teatro Ariston perché è ora di dare il giusto tributo al vincitore. Ci avvisano: gli artisti escono dal retro. Lo raggiungiamo. Due ali di folla tenute a bada dai vigili circondano l'uscita. Passano in macchina alcuni artisti. Finalmente un urlo. Sta uscendo il pulmino di Marco. Lui è seduto davanti, tra l'autista e una persona del suo staff. Il pulmino avanza a passo d'uomo tra la folla che applaude e tutte noi abbiamo potuto vedere lo sguardo di Marco che sembrava dire 'Ma questi sono qui davvero per me?'. A distanza di tanti mesi ho rivisto il solito Marco, quello del tetto sulla casa di Pirri che si ripete sottovoce 'Non è vero'. E' vero Marco, è tutto vero. Sei il vincitore. Il tuo nome sarà scritto per sempre nel libro dei vincitori della manifestazione canora italiana più importante. A soli 23 anni. In faccia ai maligni e ai superbi il tuo nome sta scintillando. Il giorno dopo è il giorno di Domenica In. Che brutto spettacolo. Litigate continue. Da casa non lo guardo mai e adesso so che non mi sono mai persa nulla. Quanti luoghi comuni! Della serie 'apro bocca per dar aria alle corde vocali' e 'tengo un cervello per tenere separate le orecchie'. Il tutto va avanti con una lentezza allucinante. Già una serie di disguidi ci hanno cacciato il morale sotto i tacchi e lo spettacolo non aiuta. Conto le ore, incomincio a sospettare che Marco non riuscirò a vederlo. L'ultimo treno per Milano parte alle 7.52, ciò vuol dire che massimo alle 7.20 devo lasciare il teatro. Veniamo a sapere che il pulmino di Marco partirà dal suo albergo alle 18.45. Ecco, se si esibisse alle 19.00 potrei farcela. Ormai non è neanche tanto per vederlo cantare quanto per poterlo sostenere nella fossa dei leoni. Ma alle 19.00 le ultime speranze crollano. Esce Sal Da Vinci, dietro di lui immagino ci sarà Povia. Devo andare. E vado con la morte nel cuore sapendo dove lascio e soprattutto con che serpi lascio Marco. Ma non avevo considerato che Marco ha sempre degli angeli con sé, alcuni dotati di ali ed altri più terreni ma altrettanto straordinari. E sul treno che corre verso Milano mi arriva la notizia che Marco è uscito vincitore anche da questo palco, perché Marco è un grande, perché Marco è sensibile e intelligente e niente lo può fermare. E così tra le lacrime di gioia il viaggio del ritorno a casa prosegue serenamente con la compagnia delle splendide canzoni di Marco cantate dalla sua altrettanto splendida voce. Mi hanno raccontato che il critico Mangiarotti ha giudicato positivamente il cd e penso tra me e me che non ho bisogno dei critici per sapere che questo cd è un grande cd e che darà a Marco, alla Warner e a noi tutti tante soddisfazioni e felicità. Chiudo con un po' di grazie. GRAZIE a tutte le amiche che hanno diviso con me tutte queste ore di emozioni. Siamo come gli alpini che hanno fatto la guerra dell'Isonzo. Questa esperienza insieme ci ha legato per sempre. GRAZIE a tutte le altre incartate presenti a Sanremo. Mi ha fatto piacere rivedere chi già conoscevo e conoscere chi non avevo mai visto. GRAZIE a tutti voi. Sapere che a casa il grande popolo cartiano era all'opera per sostenere Marco è sempre stato un grande conforto. GRAZIE a Marcello Balestra per la disponibilità e la gentilezza e per quello che fa per Marco e i suoi fans. GRAZIE a Marco di esistere". 
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