Braccialetti rossi, i giovani protagonisti della fiction di Rai1: Leo-Cris-Davide-Vale-Toni-Rocco

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Chi sono i 6 ragazzi della serie di Rai1 in 6 puntate, in onda da domenica 26 gennaio? Ecco le loro schede e dichiarazioni. Ma anche l'elenco degli attori "famosi" nel cast.

ep1 - 2001 - Braccialetti rossi -.JPG L’amicizia, la solidarietà e il coraggio possono rendere sopportabili e superabili anche i momenti più difficili. Il racconto di sei adolescenti che, uniti in un gruppo inseparabile, affrontano insieme la malattia, il disagio e il dolore trovando l’uno nell’altro lo stimolo per andare avanti affermando la loro grande voglia di vivere. Sei episodi per la regia di Giacomo Campiotti che firma la sceneggiatura insieme a Sandro Petraglia.

Braccialetti rossi andrà in onda su Rai1 in prima serata da domenica 26 gennaio.

Nel cast noti attori adulti: Laura Chiatti, Michela Cescon, Carlotta Natoli, Giampaolo Morelli, Giorgio Colangeli, Ignazio Oliva, Simonetta Solder, Federica De Cola, Andrea Tidona, Vittorio Viviani, Lele Vannoli, Carmelo Galati, Niccolò Senni e Francesca Valtorta. Ma i veri protagonisti sono 6 ragazzi. Ecco chi sono e quale ruolo interpretano.

I GIOVANI PERSONAGGI

Carmine Buschini ha 17 anni ed è nato il 18 aprile del 1996. Vive a Longiano, un piccolo paese dell’entroterra romagnolo in provincia di Forlì-Cesena, con i genitori, un fratellino di due anni e mezzo e una sorellina di un anno. Frequenta la quarta superiore del liceo scientifico Marie Curie a Savignano. Nel tempo libero gioca a pallanuoto nella squadra del paese e suona la chitarra. Ha partecipato a uno spot pubblicitario nel 2013. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza televisiva. “Ciò che custodisco nel cuore della mia esperienza in Braccialetti rossi e che difficilmente potrà andarsene è l’insieme delle emozioni nuove che il gruppo mi ha fatto provare. E quelle potenti che ha lasciato. Non credevo che in così poco tempo si potesse diventare tanto amici. 6 cuori che battono all’unisono. Al polso, il simbolo del legame: il braccialetto rosso. Watanka! Il momento più scolpito nei ricordi è certamente quello della corsa in bicicletta il giorno in cui abbiamo girato il video della canzone, perché riassume lo spirito del nostro stare insieme: gioia e tanta voglia di ridere. Il personaggio di Leo, come me, pensa agli altri, ma ciò che gli brucia, lo nasconde bene dentro… Eppure sa ridere, gioire, amare. Lui ed io siamo più uguali che diversi, anche perché Giacomo Campiotti ha ‘costruito’ Leo giorno per giorno, scena dopo scena insieme a me. Sono stati quasi cinque mesi di cui si potrebbe girare un ‘film nel film’… ma questa è un’altra storia”.

Leo “il Leader” si racconta: “Sono Leo. Sto qua dentro da più tempo di tutti, è una specie di giostra, cambio reparto, mi mandano prima di sopra, poi di sotto, poi ritorno qua al primo piano, e tutto ricomincia. Si sono affezionati a me, non mi vogliono lasciar andare, dicono che piano piano miglioro, dicono che sono l’emblema del funzionamento della baracca. So più cose dei medici, so fare una medicazione meglio di un infermiere, so tutti i trucchi per svicolare da un farmaco che ti dovrebbe far star bene e invece ti fa star male. Insomma, sono il Leone, il numero 1, il leader. Chi m’ha eletto? Nessuno, mi sono eletto da solo”.

Brando Pacitto ha 17 anni; è nato a Roma, dove vive, il 1 marzo 1996. Ha una sorella di nome Onda. Frequenta la quarta linguistico dell’Istituto Nazareth e ha diversi interessi sportivi come il surf, il kitesurf e lo skateboard, e la passione per il cinema. Ha avuto precedenti esperienze televisive in fiction tv tra le quali La sacra famiglia di Raffaele Mertes, Liberi di giocare di Francesco Miccichè e Al di là del lago di Stefano Reali. “Quella di Braccialetti rossi è stata, sia professionalmente che personalmente, un’esperienza molto intensa; ogni giorno è stato emozionante, abbiamo lavorato tutti tanto e tutti bene insieme. Certo, non è stato sempre facile, abbiamo passato anche dei momenti difficili e faticosi, ma abbiamo sempre continuato ad andare avanti con il sorriso. Il mio personaggio è quello di Vale, molto riflessivo e pensieroso, attento alle piccole cose e ai particolari, un po’ come sono io nella vita”.

Vale “il Vice-Leader” si racconta: “Io mi chiamo Vale. Un anno fa s’è scoperto che avevo qualcosa che non andava, qualche rotella del meccanismo del mio corpo s’era inceppata, e così hanno cominciato a sballottarmi di qua e di là. Mio padre è l’uomo più indaffarato della terra, va sempre di corsa, anche quando viene a trovarmi. Mia madre invece ha smesso di lavorare ed è concentrata su una sola cosa: me. E questo, anche se è bello, ogni tanto mi fa mancare l’aria. Per fortuna qua ho conosciuto Cris e gli altri, sennò sarebbe stata davvero dura…”.

Aurora Ruffino ha 24 anni; è nata il 22 maggio 1989 a Druento, in provincia di Torino. Frequenta il terzo anno del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Prima di Braccialetti rossi ha recitato come protagonista in Una Ferrari per due di Fabrizio Costa e in Questo nostro amore di Luca Ribuoli. Ha esordito nel cinema con La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo ed è stata protagonista di Bianca come il latte, rossa come il sangue di Giacomo Campiotti. Attualmente sta girando la seconda serie di Questo nostro amore per la regia di Luca Ribuoli. “È difficile descrivere in poche righe cosa ha significato per me l’esperienza di Braccialetti rossi. È stato un viaggio magico in cui il tempo e lo spazio sembravano essersi fermati. Un vortice di emozioni, risate, pianti e gioie che mi hanno travolto e letteralmente scosso la vita. Vita, sì. Perché è questo che regalano i ‘Braccialetti rossi’: bellezza e gioia di vivere. Tanto insegnamento, tante amicizie, tante avventure e tanto amore. Sei difficili storie affrontate con forza e coraggio da sei piccoli, ma grandi eroi”

Cris “la Ragazza” si racconta: “Mi chiamo Cris. Dopo i primi giorni ho pensato che questa era una gabbia di matti, mi guardavo attorno e mi dicevo: ‘Ma che ci sto a fare qua dentro? Che c’entro io? Questi stanno tutti a pezzi, fermate tutto, voglio scendere’. Poi, in una strana giornata che non dimenticherò mai per tutto il resto della vita, ho conosciuto Leo, Vale, Davide, Toni… e Rocco: i ‘Braccialetti rossi’. Ed è cambiato tutto (pausa, sorride). Beh… quasi tutto”.

Mirko Trovato ha 14 anni; è nato a Roma il 13 febbraio 1999. Vive a Pomezia con i genitori e la sorella maggiore. Frequenta la prima classe dell’Istituto San Benedetto e nel tempo libero ama disegnare, giocare a calcio, praticare il nuoto ed esercitarsi in informatica. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza televisiva. “Ho vissuto una bellissima avventura che mi ha dato tante emozioni, soddisfazioni e lasciato tanti ricordi; ho conosciuto tante persone a cui mi sono affezionato molto. Come il mio personaggio sono un po’ duro e scontroso, ma in fondo sensibile. Ho lavorato divertendomi. La cosa più bella è stata vivere questo sogno, il momento più spassoso è stato quando ho girato le scene subacquee. Mi ricordo ancora il primo giorno, quando con Nicola, Giacomo (Campiotti), e Andrea (Bertocchi) siamo andati tutti sopra il tetto e abbiamo acceso un falò; è lì che si è formato il gruppo ‘Braccialetti rossi’. E a fine avventura, abbiamo chiuso con il fuoco, come avevamo iniziato”.

Davide “il Bello” si racconta: “Quando sono nato, mio padre ha deciso di chiamarmi Davide, perché secondo lui questo nome era un nome da persona forte, coraggiosa, come devono essere per lui gli uomini veri. Davide sarebbe quello che combatte contro un tipo molto più grande e più forte di lui, e però alla fine gli fa un coso così. A me finora non è mai capitato. Dico, non ho mai incontrato nessuno grande e grosso con cui litigare, ma qualcosa mi dice che forse adesso ci siamo. Rispetto a quel Davide lì, io non ho la fionda… me la vedrò a mani nude, ma va bene così: in fondo fare a botte, è la cosa che mi piace di più nella vita”.

Pio Piscicelli ha 14 anni, vive a Boscoreale in provincia di Napoli dove è nato il 23 agosto 1999. Frequenta il primo anno del Liceo Linguistico Pitagora di Torre Annunziata. Ha una grande passione per le commedie di Eduardo De Filippo e per i film con Totò e con Massimo Troisi, gli piace suonare il pianoforte e disegnare. Ha avuto una piccola parte nel film Song’e Napule dei Manetti Bros. Braccialetti rossi è la sua prima esperienza da protagonista. “Braccialetti rossi è stata una delle esperienze più belle che abbia vissuto. È stato come un sogno avverato in pochi mesi. Dopo aver fatto vari provini, un giorno il telefono ha squillato e mi sono ritrovato in una storia fantastica ed emozionante. Ho incontrato Carmine che con la sua simpatia faceva sorridere tutti, Aurora, Mirko Lorenzo, Brando, Nicola (Campiotti), sempre disponibile e pronto a darci sostegno, Irene (Campana) che ci portava in giro col pulmino e infine Giacomo (Campiotti), da cui abbiamo imparato molte cose che ci serviranno per sempre. Con Braccialetti rossi ho sentito emozioni che arrivavano al cuore. Con Toni sento di avere molte caratteristiche in comune, tanto è vero che nella mia vita reale faccio cose che sembrano parte del film. Con lui condivido l’ironia, la capacità di sdrammatizzare e l’ottimismo. La cosa più bella per me è stata la prima scena che abbiamo girato tutti insieme, dove le emozioni dei miei compagni si confondevano con le mie e ho sentito l’energia di gruppo che ci teneva strettamente uniti. Dopo oltre quattro mesi emozionanti, ecco arrivare l’ultimo giorno. Quella sera, noi Braccialetti siamo andati a casa di Giacomo e lì abbiamo acceso un fuoco intorno al quale ognuno ha parlato dell’esperienza vissuta: sui nostri volti si leggevano diverse emozioni, tristezza e felicità, e anche Giacomo era commosso. Poi tutti insieme abbiamo cantato una bellissima canzone, e Giacomo ci ha regalato un rosario proveniente dall’India che tengo custodito gelosamente tra i ricordi più belli. Quella sera sembrava un addio, ma dopo ho capito che i nostri cuori e le nostre anime non si sarebbero più lasciate perché eravamo forti, ma soprattutto eravamo Braccialetti rossi”.

Toni “Il Furbo” si racconta: “Mio nonno dice che all’anagrafe, di nome faccio Antonio, ma a me tutti m’hanno sempre chiamato Toni, che si fa prima ed pure più moderno, più rock. Ho fatto un incidente di moto, la stavo provando perché mio nonno tiene un’officina meccanica, mi sono fracassato non so quante ossa, e mò sto qua. Ma non è che sto più stunato e’ primma, sto stunato comme stavo stunato l’atrieri, uguale preciso. Però, forse proprio per questo… (si guarda attorno) i’ qua dentro song’ l’unico che parla con Rocco. Nunn’o credite? Affari vuostr!”.

Lorenzo Guidi ha 11 anni, è nato a Roma, dove vive, il 20 agosto 2002. Ha un fratellino più piccolo di nome Matteo. Frequenta la prima media della Scuola dell’Infanzia Paritaria Arcobaleno. Nel tempo libero gioca a calcio e pratica surf e sci. È un appassionato di storia e di film dell’orrore. Prima di girare Braccialetti rossi ha avuto un’esperienza sul set della fiction Non è mai troppo tardi per la regia di Giacomo Campiotti. “Partecipare alla serie tv Braccialetti rossi è stata una bellissima esperienza. Ho conosciuto tante brave persone e fatto tante bellissime amicizie. Con Giacomo Campiotti, mio adorato regista, e suo figlio Nicola ho passato una bellissima estate e imparato tante cose interessanti del cinema. Con Niccolò Agliardi, il bravissimo cantautore che ha composto le favolose canzoni di Braccialetti rossi, ho potuto migliorare la mia voce e la dizione per la voce fuori campo. Sono anche molto felice di aver scoperto la Puglia con il suo bellissimo mare e stupendi paesaggi. Mando un bacio a tutta la troupe e ai cinque favolosi Braccialetti. Soprattutto, ho imparato a stare zitto e fermo… cose che non avevo mai fatto prima!!!”.

Rocco “l’Imprescindibile” si racconta: “Ecco. Questo sono io. Mi chiamo Rocco. Lo so, è giorno, non dovrei dormire. E invece dormo. Dormo sempre. Da otto mesi. E pensare che prima non avevo mai sonno, con mamma erano sempre discussioni per stare sveglio fino a tardi. Ora da qui, da questo strano luogo da cui vi parlo, sento tutto, vedo tutto, rido se c’è da ridere, piango se c’è da piangere, mi arrabbio, mi annoio, mi diverto, mi commuovo… però nessuno lo sa. Ah, dimenticavo… il mio nome è Rocco”.

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