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Da da da diventa Techetechetè-Il nuovo che fu, da lunedì 2 luglio nell'access di Rai1 la tv di ieri

Lunedì 25 Giugno 2012, 16:00 in Rumors, Varietà e Talk Show di

Cambia titolo e impostazione il programma che accompagna i telespettatori di Rai1 a ridosso della prima serata estiva. Ecco le dichiarazioni dell'ideatore e degli autori.

esterne031017180301101802_big.jpg La tv nostalgia va forte d'estate. Così da lunedì 2 luglio, su Rai1 ogni sera (dopo il Tg1) andrà in onda Techetechetè-Il nuovo che fu, erede di Da da da, in cui Michele Bovi promette di filtrare "diecimila facce che hanno fatto e rifanno la storia dell'Italia televisiva".

"Stavolta la scommessa è mostrare tutte le facce della televisione dal '54 ad oggi, non solo i personaggi dello spettacolo ma anche della politica, della poesia, del giornalismo, della scienza e dello sport, tutti insieme nella più spavalda, sfacciata e sfaccettata rivista di immagini", dichiara a Libero Bovi, capostruttura intrattenimento di Rai1 e ideatore del programma.

"In ogni puntata ci sono tre protagonisti e partecipazioni straordinarie di quelle che definisco le 'figure nobili' come Pietro Valdoni, il padre della chirurgia italiana, o Paride Stefanini, che invece è il padre della cardiochirurgia. Si parte magari da una battuta di Renzo Arbore a Speciale per voi o Indietro tutta e da lì ci si snoda con interventi in sintonia che sembrano legati, anche se in realtà non lo sono. Se Da da da era un gioco tematico questo è un gioco a incastro: il criterio di scelta è quello dell'estrapolazione, dell'individuazione di frammenti espressivi che, per accostamennto, innescano accensioni di nuovi sensi e anche, perché no, nuovi dissensi. Insomma una televisione-rivista nel senso sia di nuovo spettacolo brillante sia del rivedere".

A Repubblica gli autori definiscono il loro gioco quotidiano "un postspettacolo in forma di tele-rivista che affianca Raffaella Carrà a Indro Montanelli, Paolo Panelli a Umberto Eco, Ugo La Malfa a Roberto Benigni, il Quartetto Cetra a Mino Maccari, Umberto Saba a Rosario Fiorello".

Un titolo, Techetechetè, che è un segno di palese riconoscenza al fornitore della materia prima. "Le Teche sono diventate una sorta di brand per il servizio pubblico, al punto che il programma costruito da spezzoni di archivio che segue le felici stagioni di Supervarietà e Da da da questa estate si chiamerà Techetechetè", commenta Barbara Scaramucci, responsabile delle Teche. Ricordando che "gli archivi Rai sono oggetto di grandi brame da parte di Mediaset: mi ha sempre dato soddisfazione il fatto che Antonio Ricci dica spesso che lui vorrebbe l'archivio della Rai per tirarne fuori nuovi format".

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