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Anticipazioni sulla trama del finale della fiction in 6 puntate di Rai1, in onda in prima serata il 30 maggio. Analisi di Grasso, Dipollina, Comazzi, Carbone, Poggialini.
SPOILER Mercoledì 30 maggio in prima serata su Rai1 andrà in onda la sesta e ultima puntata di Titanic-Nascita di una leggenda (voto: 6,5), una fiction bocciata sul piano degli ascolti, nettamente inferiori alla media di rete.
Cosa accadrà nel finale? Gli uffici della Harland & Wolff vengono messi sotto esame dall'arrivo da New York di un contabile, Samuel Johannson, incaricato di procedere alla revisione di tutti i conti riguardanti il Titanic. Affascinante e brillante, Samuel è americano, e dunque completamente estraneo e disinteressato a questioni di segregazione religiosa o divisioni di classe. Samuel appare immediatamente colpito dalla bella Sofia e inizia a farle una corte serrata. Nonostante abbia ormai rinunciato a Mark, Sofia è molto presa dal suo progetto di riprendere gli studi e, conversando con Samuel, si persuade che New York possa essere il luogo giusto dove ricominciare una nuova vita. Ora che gli impegni di lavoro si fanno meno serrati, Mark spera ancora, in qualche modo, di riuscire a trovare la figlia perduta. Le sue speranze vedono una nuova luce quando il prete cattolico della sua vecchia parrocchia trova un vecchio documento, tramite il quale Mark scopre il nome di sua figlia: Sarah.
C'è la possibilità che la ragazza viva in un piccolo villaggio fuori da Belfast, e per un momento sembra prendere forma l'ipotesi secondi cui Mark possa finalmente riunirsi alla figlia. Sfortunatamente, la bambina - adottata da una famiglia contadina poco dopo la nascita - si è da poco trasferita con la madre. Probabilmente ora vive a Belfast, ma nessuno sa dove. Mentre Mark si mette alla ricerca incessante di sua figlia, Andrews si batte, senza successo, per far attrezzare il transatlantico con un numero di scialuppe pari sufficiente ad ospitare tutti i passeggeri. Purtroppo al tempo, secondo le Regole della Marina, il numero di scialuppe doveva essere proporzionale al peso della nave e non al numero di passeggeri imbarcati. Come sappiamo, questa decisione si dimostrerà essere drammatica, quasi criminale. Nel frattempo, Violetta ha dato alla luce un maschietto e Michael è tornato a Belfast, giusto in tempo per confessarle il suo amore. Vista la morte di Conor, Michael si offre di fare da padre al bambino e di prendersi cura di lui e della giovane mamma. Violetta è indecisa se accettare o meno la sua proposta ma decide, per il bene di suo figlio, di sposare Michael. Mentre la data della partenza del Titanic si avvicina inesorabilmente, la divisione tra cattolici e protestanti a Belfast ha raggiunto livelli inconciliabili. Ci sono tutti gli elementi che causeranno il futuro spargimento di sangue in Irlanda. Lord Pirrie, ormai stanco e disilluso dalla maggior parte dei suoi principi liberali, si ammala e rinuncia a viaggiare sul Titanic.
E' arrivato il momento tanto atteso: il Titanic è pronto alla partenza. Come sperato da Morgan, il viaggio inaugurale del Titanic sarà il primo grande evento pubblico della storia. Joanna Yaeger ha fatto sì che qualsiasi figura di spicco in America e in Inghilterra abbia avuto la possibilità di acquistare un biglietto. La sua attività di spia per conto dei tedeschi sta giungendo a termine: attività odiosa ma alla quale non ha potuto sottrarsi. Mentre preparava le comunicazioni per la stampa internazionale a proposito del Titanic, Joanna ha avuto la possibilità, in più occasioni, di diventare amica di Sofia, ed è proprio tramite la giornalista che la giovane immigrata italiana riesce ad ottenere un colloquio di lavoro come illustratrice al New York Times. Il sogno di Sofia di crearsi una nuova vita lontano da Belfast, prende finalmente corpo. Orgoglioso dei risultati della figlia, Pietro finisce per usare gran parte del denaro che ha risparmiato nel corso degli anni per comprare a Sofia un biglietto di sola andata sul Titanic. Mark si ritrova a bordo casualmente: all'ultimo minuto Andrews lo invita con lui ad unirsi al Gruppo di Garanzia. Ossia al gruppo di tecnici e specialisti della nave che saranno presenti alla traversata inaugurale del Titanic. Il gruppo comprende anche Jack Lowry, un giovane rivettatore che abbiamo avuto modo di conoscere durante lo svolgersi della storia. Il Titanic è pronto a salpare, mentre scopriamo chi è a bordo per il tragico viaggio del transatlantico. Mark e Sofia, certamente, impegnati a ricostruire il loro rapporto. Ma anche Violetta con il bambino appena nato e l'innamorato Michael, convinto di trovare in America la libertà che non ha avuto in Irlanda. Joanna è a bordo, così come Kitty, ora attrice famosa impegnata in una tournée oltreoceano. Ma né Pirrie, né Morgan, costretto a letto da un forte raffreddore, salgono a bordo. Una bambina di nome Sarah, insieme alla madre, sale in terza classe con la speranza che un futuro migliore le attenda nel Nuovo Mondo. Né Mark, né sua figlia sono al corrente della reciproca presenza sul Titanic, nonostante i due si incontrino ignari l'uno nell'altro in uno dei corridoi della nave. Mentre la nave lascia lentamente il molo, non resta che chiederci chi, tra i nostri personaggi, sopravvivrà al disastro che sta per colpire l'RMS Titanic...
RASSEGNA STAMPA Aldo Grasso sul Corriere della Sera: "Questa nuova fiction sul celebre transatlantico, prodotta in occasione del 100° anniversario del naufragio, è un cantiere di metafore: sul nascente sindacalismo, sui ricchi che non vogliono mollare, sugli ostacoli posti dalla differente estrazione economica, sul conflitto religioso fra cattolici e protestanti, sul ritratto della società, nell'epoca in cui i fermenti sociali cominciano a scuotere le coscienze. Ma non basta: il Titanic è anche la metafora del nuovo secolo, di uno sviluppo tecnologico senza precedenti, del passaggio di testimone dall'Europa agli Stati Uniti, del dominio della Tecnica sulla Natura, il nuovo mito prometeico. Insomma, con un carico simbolico così imponente, la nave non poteva che affondare. Rispetto alla produzione media italiana, la fiction mostra una scrittura e una recitazione di tutto rispetto, ma si trascina dietro una zavorra metaforica, vagamente scolastica, che le impedisce di prendere il largo con sicurezza. Così i motori del doppio registro paiono un po' ingrippati: l'imponente costruzione del transatlantico e la contrastata storia d'amore fra l'ingegnere Mark (Kevin Zegers) e la giovane copista Sofia (Alessandra Mastronardi) si intrecciano e si sostengono, in attesa del Grande Naufragio".
Antonio Dipollina su Repubblica: "Si intuisce il disorientamento nel pubblico di Rai1 per questo Titanic-Nascita di una leggenda, produzione internazionale: la nave non c è. E per cercarla e vederla nascere passano storie di padroni delle ferriere, sindacati in costruzione, dissidi d'amore, matrimoni combinati e fatti saltare dalla nuova presa di coscienza delle donne, cervelli in fuga e così via. In più, siamo a Belfast, conflitti di religione e asprezze umane di prim'ordine. Tutto in confezione elegante, con i nostri Massimo Ghini e Alessandra Mastronardi a renderci più friendly il tutto. Tanto poi arriva l'iceberg e tocca ricominciare da capo".
Alessandra Comazzi su La Stampa: "Non si racconta il naufragio, ma la costruzione della nave. Anno 1909, cantieri di Belfast, le lotte operaie, il nascente sindacato e il richiamo all'unione, che dà forza e risolutezza per rivendicare non solo orari e paghe migliori, ma anche la dignità. Concetti che non sarebbe inutile rispolverare in questi tempi precari. Si incrociano il mondo vecchio dell'aristocrazia anglicana e quello nuovo della classe operaia-piccolo borghese, cattolica; l'amore tra un giovane ingegnere metallurgico, cattolico, che ha già tanti dubbi premonitori sull'acciaio usato, e la Mastronardi copista d'origine italiana, signorina Silvestri. Costruzione lussuosa, freddezza generale accentuata dal cattivo doppiaggio".
Giorgio Carbone su Libero: "L'ambientazione di inizio secolo è splendida (i molti soldi si vedono specie nelle scene al cantiere). E azzeccata, e carismatica, è l'entrata in scena di alcuni personaggi leggendari, come l'armatore inglese Bruce Ismay (al quale la storia ha assegnato le maggiori responsabilità del disastro nel 1912). Come il 'robber baron', il barone ladro (zero scrupoli ma splendidi sogni) John Pierpont Morgan. Eppoi la sceneggiatura non è affatto male e a volte vibra di piacevoli scorrettezze politiche. Il guaio è che non fa audience".
Mirella Poggialini su Avvenire: "Il risultato non ha corrisposto all'impresa e forse hanno contribuito alla distrazione del pubblico le già numerose rievocazioni del naufragio, dal film di Cameron preceduto da quello meno noto girato nel 1996, ai copiosi apporti dei documentari, sulle generaliste e sulla pay-tv, che del fatto hanno analizzato ogni aspetto. E' evidente che lo spettatore medio cerca, in una fiction, una 'storia' storica narrata con semplicità e 'facilità', e che accetta programmi soltanto se conditi dalla delicatezza dei sentimenti ma anche dallo sgocciolio del sentimentalismo".
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