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Anticipazioni sulla trama, sul cast e sui personaggi della fiction, in onda per sei domeniche in prima serata su Rai1. Ecco le dichiarazioni dei protagonisti e la fotogallery.
Il transatlantico più imponente e lussuoso che il mondo avesse mai conosciuto. Il simbolo perfetto del nuovo secolo, il Novecento, che avrebbe portato ricchezze immense, fortuna ed uno sviluppo sociale, tecnologico e culturale senza precedenti. Il simbolo altrettanto perfetto del passaggio del testimone dall'Europa agli Stati Uniti d'America, nuovo faro dell'Occidente.
Nella visione del miliardario americano JP Morgan (Chris Noth), che ne commissionò la costruzione, il Titanic era tutto questo.
Titanic. Nascita di una leggenda, una coproduzione Rai Fiction, DAP Italy, Epos Film in associazione con Tandem Communication, per la regia di Ciaran Donnelly.
Firmano la sceneggiatura Mark Skeet, Matthew Faulk, Stefano Voltaggio, Alan Whiting e Francesca Brill. Una prima visione mondiale in sei puntate, in onda su Rai1 alle 21.10 da domenica 22 aprile. La storia della costruzione del Titanic fa da sfondo alle storie di vita delle tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione. In un'epoca di grande fermento sociale e politico i sogni e le speranze legate alle sorti del più grande e sfortunato transatlantico del mondo.
Il Titanic fu costruito a Belfast tra il 1909 e il 1912 presso Harland & Wolff, il più grande cantiere navale del mondo. Erano i tempi delle navi a vapore, quando le grandi compagnie navali erano in competizione tra di loro per offrire il passaggio più veloce e lussuoso attraverso l'Atlantico. Si trattava di un commercio lucroso, che faceva leva non soltanto sui ricchi, ma anche sulle centinaia di migliaia di immigrati che raggiungevano gli Stati Uniti per iniziare una nuova vita. L'epoca in cui venne costruita la nave era un periodo di compiacimento e comodità, un'era di nette distinzioni sociali e compiaciuta auto-sufficienza. Ma era anche un'era in cui l'umanità viveva nell'illusione di poter dominare la natura.
Fu per tutti questi motivi che il Titanic rappresentò un mito. Una leggenda prima ancora di prendere il mare. Il mito del dominio dell'Uomo sulla Natura. Una versione Novecentesca del mito di Prometeo, che dona agli uomini il sacro fuoco, liberandoli dalla schiavitù e dalla paura dell'ignoto naturale. Il Titanic incarna proprio questo sogno: l'ingegno dell'uomo che domina e sfrutta le meraviglie della natura per i propri scopi. Ma come tutti sanno, il mito che meglio descrive la parabola del Titanic non è quello di Prometeo, ma quello di Icaro: l'uomo che osando troppo, nella sua sfida con la natura, ne viene annichilito.
E' per questo che ancora oggi la leggenda del Titanic resta affascinante per tutti: l'imponderabile, il destino, la volontà divina o naturale che vengono ad arginare la sete d'onnipotenza di tutti noi, sono un mistero di enorme fascino.
Un mistero come quello che circonda la giovane vita di Mark Muir (Kevin Zegers: è Damien in Gossip Girl). Da New York, dove lo conosciamo, giovane ingegnere specializzato in metallurgia, a Belfast, dove ottiene un impiego presso i cantieri navali Harland & Wolff, i più grandi del mondo, che Lord William Pirrie (Derek Jacobi) dirige con abilità e saggezza, Mark si porta dentro un segreto, del quale solo una volta a Belfast riuscirà a conoscere interamente il significato più profondo e le conseguenze più impreviste. Un segreto del quale nemmeno la bella Sofia Silvestri (Alessandra Mastronardi - voto: 7 -), nata in Italia ma emigrata in Irlanda da bambina insieme al padre Pietro (Massimo Ghini - 7,5 -) e alla sorella minore Violetta (Valentina Corti) è a conoscenza.
Anche Sofia lavora alla costruzione del Titanic, come copista nel reparto progettazione. E, nonostante le differenze sociali fra lei e Mark, nonostante Sofia abbia un pretendente italiano approvato dal padre Pietro, Andrea Valle (Edoardo Leo - 6,5 -), nonostante le contrarietà, tra Mark e Sofia nascerà una passione vera, un amore che dovrà confrontarsi, oltre che con numerosi ostacoli esterni, con il più temibile degli avversari: l'eterna, intima lotta fra ragione e sentimento, desiderio e giudizio, passione e dovere.
Nel frattempo, si assiste alla progettazione e alla costruzione, episodio dopo episodio, della grande nave. Un immenso agglomerato di materiali, assemblato letteralmente a mani nude, senza l'ausilio di tecnologie innovative. In condizioni di lavoro pericolosissime. All'alba di un'era, quella delle conquiste dei lavoratori e della diffusione della democrazia, che nel giro di pochi decenni, con il trascorrere di due Guerre Mondiali, avrebbero trasformato il mondo per sempre. In una città e in un tempo, dominati dal vento della discordia, del conflitto religioso fra cattolici e protestanti, e della rivoluzione.
Un progetto, quello del Titanic, portato avanti fra difficoltà sovrumane, contraddizioni e l'orgoglio dei tanti che parteciparono da operai alla costruzione della nave, come Michael MacCann (Branwell Donaghey), e i suoi fratelli Emily (Denise Gough) e Conor (Martin McCann). Attraverso le loro vicende, vengono raccontate le passioni degli uomini e delle donne per le quali costruire il Titanic fu momento essenziale della vita stessa.
Un progetto raccontato sulle pagine del New York Times da una giornalista americana d'origine tedesca, amica di JP Morgan e dello stesso Mark, una donna di grande fascino, Joanna Yaeger (Neve Campbell) che condivide con la splendida e disinibita rampolla dell'elite protestante di Belfast, Kitty Carlton (Ophelia Lovibond), una certa passione per il giovane ingegnere innamorato di Sofia Silvestri.
Dalle moltitudini di operai in lotta per vedere riconosciuti i loro diritti, ai magnati inglesi, irlandesi e statunitensi che finanziarono l'operazione, dalle decine di giovani donne il cui compito era quello di copiare a mano i progetti per la grande nave, come la stessa Sofia, fino ai ragazzi, poco più che bambini, che vennero impiegati per avvitare a mano, letteralmente, con migliaia di rivetti, i pannelli d'acciaio non ancora temperato che formarono il Titanic, il racconto di un grande sogno: quello di una nave nelle cui viscere si annidarono la fragilità e, nel contempo, la nobiltà della condizione umana.
Una nave che fu mito e mistero prima ancora di nascere. Una leggenda della quale il tragico naufragio fu il compimento. Questa è la sua storia.
"Quel che porto in scena è una donna molto forte che non vuol essere considerata solo un corpo e credo che il mio personaggio metta in luce la dignità che noi donne abbiamo", ha spiegato la Mastronardi.
"Pietro rappresenta una figura tragica e rilevante al contempo: un emigrato che, insieme al personaggio di Andrea portato in scena da Edoardo Leo, rappresenta l'eccellenza italiana costretta a cambiare paese alla ricerca di lavoro. Cosa che, a mio avviso, si ripete anche oggi", ha raccontato Ghini.
"Insieme a Massimo abbiamo lavorato perché l'idea di famiglia italiana che veniva rappresentata esulasse da quella folcloristica - ha commentato Leo - Ne esce fuori una famiglia fermamente legata alla tradizione e alle radici. Abbiamo vissuto a Dublino per mesi, lavorando quasi 24 ore su 24 ed è stata un'esperienza di lavoro molto interessante".
"La nostra storia - ha spiegato Guido De Angelis della Dap Italy - è completamente diversa rispetto ai kolossal che raccontano il naufragio del Titanic. Noi ci fermiamo prima".
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Alessandra Mastronardi nella fiction Rai sul Titanic
Titanic, il film in tv, al cinema in 3D, documentari e serie televisive: 100 anni dal naufragio
Complimenti ,una fiction da premiare, attori convincenti, bravi gli attori italiani, Mastronardi ricorda tantissimo Susan Sarandon , eccellente il costumista,
come sempre, noi Italiani per quanto riguarda la moda, la cultura , siamo unici Capozzi da premio Oscar
perme non c´e diferenza tra la rai o tra le altre cose a me mie piaciuto tanto perche era diverso tra loriginale titanic mi ha afascinato. poi vorei fare i complimenti per i pratagonisti siete davero splendidi. ciao a tutti quanti
Luna , cosa ti scoccia che in Rai mandano un capolavoro?
non è un medico in famiglia, ho tutti pazzi per amore ( con tutto il rispetto)
Viva la Mastronardi una vera attrice xxxxxxxxx
Vorrei fare i complimenti per il film,ma ancor piú al costumista che ha magistralmente creato delle vere e proprie opere d'arte di tecnica e gusto su ogni singolo attore,caratterizzandone le particolarita'creando un atmosfera da film viscontiano. Cameron si mangera'le mani
ANCOOORAAAAA ???????????? Basta co sto Titanic basta !!!!!
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alle 00:27
daniele
Bravissimi, una fiction eccellente, costumi fa premio oscar