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Il generale dei briganti, domenica e lunedì su Rai1 la fiction su Carmine Crocco: ecco trama e cast

Sabato 11 Febbraio 2012, 19:00 in Fiction, Personaggi, Reality e Talent Show di

Domenica 12 e lunedì 13 febbraio in prima serata su Rai1 la serie su una figura leggendaria. Ecco le anticipazioni sulla trama, il cast e le dichiarazioni dei protagonisti.

il generale dei briganti-fiction-rai1.jpg Il Generale dei briganti, una miniserie dedicata ad una figura leggendaria, un uomo dalla personalità forte e decisa, un personaggio dalle origini umili che, grazie ad un'intelligenza fuori dal comune, è divenuto nel tempo l'archetipo del brigante risorgimentale: Carmine Crocco, uomo dei boschi e maestro d'armi.

Detto anche "Il Generale dei briganti" Crocco con la sua personalità spiccata ha affascinato generazioni intere e le sue gesta, spesso ardite e spregiudicate, lo hanno reso alla storia come un vero e proprio eroe. La fiction che, nell'ambito delle celebrazioni del 150esimo dell'Unità d'Italia vuole ricordare il fenomeno del brigantaggio, è frutto della libera ispirazione degli autori ai fatti e ai personaggi storici narrati. In onda domenica 12 e lunedì 13 febbraio in prima serata su Rai1.

1864. Basilicata. Vulture. Due uomini si cercano per una resa dei conti mortale. Sono Mariano Aiello (Danilo Brugia - voto: 6,5 -), deputato napoletano del governo unitario e Carmine Crocco (Daniele Liotti - 7 -) brigante lucano che nel 1860 aiutò i garibaldini a liberare la sua regione dal giogo Borbonico in cambio della promessa di libertà e riscatto sociale. Fu proprio Mariano, fervente mazziniano, a convincere il brigante e la sua banda a passare dalla parte dei democratici unitari per liberare la Basilicata. Ma ora quell'amicizia si è spezzata. Volontà di vendetta, per un presunto reciproco tradimento, anima quei due cavalieri che si cercano nei boschi del Vulture. Ecco tutta la vicenda che conduce a quell'appuntamento finale.

Il caporale Carmine Crocco, povero pastore lucano arruolato nell'esercito borbonico per sottrarsi alla fame, torna a casa da Napoli a Rionero del Vulture per sposare l'amata Nennella (Raffaella Rea). Così diserta l'obbligo militare ma al suo rientro al casolare paterno trova la giovane sorella Rosina (Larissa Volpentesta) sfregiata.

Chiede ragione. E' stato uno spasimante respinto. Crocco vuole farsi giustizia. Lo affronta e lo uccide senza sapere che quel giovane era un potente della zona, il figlio del conte Guarino (Massimo Dapporto - 7,5 -), un uomo, quest'ultimo, che già tanto dolore ha portato in passato nella sua famiglia. Crocco è costretto alla macchia per evitare la ritorsione e la condanna a morte. Diventa brigante. Conosce il medico Mariano, che a Napoli sta curando sua madre morente. Mariano è innamorato proprio della figlia del conte Guarino, Giuseppina (Christiane Filangieri - 7 -). Carmine viene convinto alla causa unitaria. In cambio avrà il perdono una volta fatta l'unità e cacciati i Borboni. A Mariano lo ha promesso Garibaldi (Thierry Toscan) in persona.

Così Crocco comincia combattere contro i legittimisti borbonici. Userà la tecnica del mordi e fuggi, una tecnica da guerriglia ante litteram. Colpire con agguati a sorpresa e rifugiarsi nei boschi della sua terra. La duplice storia d'amore, quella di Carmine con Nennella e quella di Mariano con Giuseppina, si intreccia indissolubilmente con gli eventi drammatici del momento. Nennella diventa brigantessa per stare vicina al suo uomo e avrà da lui una figlia. Giuseppina si unirà ai rivoluzionari, dopo conflitti laceranti con suo padre il conte Guarino.

E' la fine del 1860. L'unità d'Italia è fatta. Ma la speranza di Crocco di tornare a una vita normale sarà ben presto vanificata. Quando si presenta a Rionero, infatti, per ricevere gli onori dovutigli, con il tricolore che drappeggia il suo cavallo e i suoi uomini al seguito, il nuovo prefetto, il conte Guarino in persona, passato con i Piemontesi, lo informa che dovrà essere processato per i crimini commessi in precedenza che non gli sono stati condonati.

Carmine Crocco, malgrado l'appoggio della popolazione che lo riconosce come eroe, come vero liberatore, uccide il suo nemico Guarino e torna di nuovo alla macchia deluso ma non rassegnato. Di nuovo sarà brigante.

Da quel momento penserà solo a se stesso e a Nennella. Parteciperà dalla parte sbagliata a quella specie di guerra civile che dopo l'unità, ancora per anni, insanguinerà tutto il meridione d'Italia.

Nel 1864 la repressione del brigantaggio da parte dei Piemontesi porterà Carmine e Mariano a ritrovarsi su fronte opposto, decisi ambedue a un confronto mortale. Ma l'amicizia nata nel tempo è più forte del rancore. Il duello non avrà luogo, sarà solo un amaro confronto tra due uomini che, prima di separarsi, ammettono di non aver realizzato il loro sogno.

Crocco dopo qualche tempo viene catturato e condannato a morte. Ma Mariano riesce a salvargli la vita e tramutare la condanna in carcere a vita. Sarà proprio lui l'amico di un tempo che insieme a Nennella ad accompagnare Carmine all'imbarco per il penitenziario dove sconterà la sua pena.

"E' uno sguardo sull'Unità d'Italia attraverso gli occhi di un contadino che le vicende della vita spingono al brigantaggio, Carmine Crocco, realmente esistito, e quelli di un repubblicano gentiluomo, un medico, Mariano Aiello, frutto della fantasia. Tra i due c'è prima l'incontro e poi lo scontro", dice il regista Paolo Poeti.

"Crocco è una figura molto controversa, c'è chi lo vede come eroe, chi come malvivente - osserva Liotti - In lui c'è un desiderio di riscatto sociale, si ribella ai latifondisti e ai ricchi proprietari terrieri che opprimevano i contadini. E' un uomo che dice di no mettendosi al servizio del bene comune. Ed è un uomo capace di amare e proteggere la sua famiglia come Nennella, con cui ha una grandissima storia d'amore. Un storia per nulla scontata, con un apparato tensivo molto forte che fa sì che fino alla fine non si sappia come va a finire".

L'amore contrastato con Nennella e l'amicizia tradita con Mariano sono i temi di finzione che veicolano questa storia vera poco conosciuta. "Nennella non è un personaggio storico al 100 per cento - spiega Raffaella Rea che le dà il volto - ma rappresenta quel momento storico. Non sa né leggere né scrivere ma riesce a riscattarsi attraverso la cultura. Ama alla follia Carmine, si appartengono son da quando si conoscono. E dalla gonna passa al pantalone per fare la rivoluzione in prima linea".

"Dopo Giovanni Falcone sono di nuovo in Rai facendo un personaggio malvagio - afferma Dapporto - Sin da quando ho letto la sceneggiatura la prima volta io sono stato sempre da parte dei briganti e di Carmine Crocco. L'ho giurata al Conte".

"Questa fiction porta il bollino del 150enario dando un piccolo contributo a fatti poco conosciuti e approfonditi - afferma il direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce - E' un dovere del servizio pubblico raccontare la storia d'Italia".

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14 Feb 2012
alle 08:21

Lara

Cari autori, ognuno di noi ha idee e prende posizione non per questo noi possiamo giudi care giusto o sbogliato, anch'io sarei diventata una brigantessa, se i savoia come al solito loro voltafaccia, mi avessero usato per il loro scopo.

Poi ho da dire altre cose: è vero la storia si è svolta in Basilicata, ma questa nostra regione è ricca di paesi e province che nel film non sono mai stai nominati, i paesi sono veri ed esistono ancora nonostante il terremoto; sono esistite Brigantesse vere, documentate, tal Filomena contesa dallo stesso Crocco, e poi vorrei dirvi tante altre cose.. ma evito..

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