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Al di là del lago, giovedì su Canale 5 l'ultima puntata. Rassegna stampa: inutile il seguito del film-tv del 2009, melò-thriller a sfondo veterinario

Mercoledì 26 Gennaio 2011, 20:30 in Fiction, Personaggi, Rumors di

al di là del lago cast.jpg Valerio (Roberto Farnesi - voto: 6,5 -) Barbara (Gioia Spaziani) e Lorenzo (Brando Pacitto) hanno ritrovato, nel loro piccolo nucleo familiare, armonia e amore. Ma chi tentò di uccidere Valerio e perché? Quale mistero si nasconde nel lago? Perché la sua acqua sta divenendo veleno? Tutto questo nella sesta ed ultima puntata di Al di là del lago (5,5), in onda giovedì 27 gennaio in prima serata su Canale 5. I misteri di oggi, legati ad un passato che ancora non ha cessato di minacciare, verranno risolti nell'ultima puntata della serie tv realizzata da Fidia Film per Mediaset. La regia è affidata a Raffaele Mertes. Nel cast della fiction fra gli altri Fabio Testi, Martina Colombari e Eleonora Gaggioli. Di seguito la rassegna stampa sullo sceneggiato bocciato dagli ascolti (giovedì scorso è crollato al 12% di share).
Antonio Dipollina su Repubblica: "Tutto nasce da un film-tv del 2009. Il successo fu discreto ed era quanto bastava per proseguire oltre, girando altri sei episodi. A quel punto la caccia all'espediente diventa la cosa migliore, per esempio per riportare in vita il protagonista, il veterinario d'origine, e metterlo a confronto con il subentrato, che nel frattempo si è (ri) preso l'avvenente moglie. Al di là del lago è la riprova che intorno ad antiche trame melò-thriller nella fiction italiana si può costruire di tutto, amori, ambienti, delitti, corna, ecologia e drammoni. Lo spunto d'origine primario è L'uomo che sussurrava ai cavalli. Purtroppo tutto risente del nostro immaginario implacabile, per cui quando Kaspar Capparoni prende lo sguardo trasognato hai sempre il dubbio che sia dovuto a un goccetto d'amaro in più".
Micaela Urbano su Il Messaggero: "Non v'era alcun bisogno del seguito. Della prima parte della serie, infatti, non restava niente dopo i titoli di coda: nè un fremito nè un sorriso nè un'emozione. Del cast si ricordava però la faccia di Fabio Testi che faceva tornare in mente il cinema italiano di genere e d'autore. Almeno questo".
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