Ottava puntata di Sanremo Story, che vi accompagna ogni week-end fino all'inizio del Festival. Nel mese di dicembre abbiamo ripercorso l'edizione del 2005 condotta da Paolo Bonolis (voto: 7) e riascoltato alcuni brani storici della manifestazione canora suggeriti da voi lettori. Ora il sabato torniamo su alcune situazioni "cult" nel bene e nel male accadute nei precedenti Festival e ripercorriamo la carriera di Marco Carta mentre la domenica analizziamo la storia sanremese e non dei Big che vedremo in gara dal 17 al 21 febbraio e dedichiamo due speciali (prima) a Karima Ammar e (poi) a Silvia Aprile.
La polemica che ha coinvolto Povia, che canterà al FestivalLuca era gay, non è la prima nella lunga storia della manifestazione canora o della musica italiana. Negli anni Ottanta Cristiano Malgioglio canta Ernesto, un brano per il film di Michele Placido, storia di un omosessuale. E' la prima volta che una tematica del genere entra in una canzone italiana. Poi arrivano Marlon, una canzone-dichiarazione d'amore a Marlon Brando, e Quasi autobiografico. Anche i Pooh toccano il tema con Pierre.
All'Ariston l'omosessualità approda nel 1996 con Sulla porta, canzone interpretata da Federico Salvatore e scritta con Bigazzi e Dati. Inusuale per Sanremo ascoltare la dichiarazione di un giovane gay alla madre: "Mamma son qui con le valigie sulla porta. E in macchina c'è un uomo che mi sta ad aspettare. La verità lo so ti lascerà sconvolta. Quell'uomo è il mio primo vero amore. Con lui mi sento libero e felice. Vivremo insieme abbiamo già una casa".
Nell'ultima edizione è Anna Tatangelo a portare sulle scene Il mio amico, scritta dal suo compagno Gigi D'Alessio, che mette in evidenza il pregiudizio nei confronti degli omosessuali. Un brano dedicato all'ex truccatore di Anna, gay. "Una mediocre tiritera sulla sfiga di essere gay", dice il circolo Mario Mieli. Un esempio di "involontaria comicità" per Platinette, "forse dettata da esigenze di mercato", aggiunge Franco Grillini. Persino il cardinale Tonini non crede che "le creature gay vogliano essere rappresentate così". Così nel senso di compatite, dipinte come esseri infelici meritevoli di cura. Vladimir Luxuria dice che è la canzone di una "frociarola". La replica della cantante: "La mia canzone non è scritta pensando a quelli come Platinette e Luxuria, che stanno in parlamento e in tv, ma ai milioni di ragazzi omosessuali che si vergognano di dirlo perché non sono accettati dalla società e hanno paura. È un invito a non averne più. Io sono cresciuta in un paese: in provincia non è affatto facile, ancora oggi, essere omosessuale. Moro l'anno scorso ha presentato una canzone sulla mafia, Cristicchi sulla pazzia eppure non c'è stata nessuna polemica: vede che l'omosessualità è un tema ancora tabù".
Nei video Ernesto, Pierre, Sulla porta e Il mio amico