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Ciak...si canta, rassegna stampa: show tra il sublime e l'imbarazzante. E calano gli ascolti

Domenica 18 Gennaio 2009, 15:00 in Auditel, Personaggi, Varietà e Talk Show di
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Ciak...si canta (voto: 5), il varietà del venerdì sera di Raiuno condotto da Eleonora Daniele (5), non piace ai critici televisivi e ha perso l'effetto-sorpresa (?) dell'esordio, essendo passato dai 6.043.000 spettatori (share del 23,86%) del 9 gennaio ai 5.127.000 (20,75%) del 16 e aumentando il distacco rispetto a Zelig (7). Di seguito la rassegna stampa.
Aldo Grasso per Il Corriere della Sera ---> Un trust di cervelli così, a plasmare una giuria di qualità, non s'era mai visto: Fabrizio Frizzi, Massimo Giletti, Lamberto Sposini, Michele Cucuzza e Cristiano Malgioglio. Un paio di volte ho dovuto raffreddare il televisore perché troppa intelligenza rischiava di surriscaldarlo. Un vero spreco, forse. Perché Ciak... si canta, una sciagurata idea partorita da Gianni Ippoliti (frequentare l'Arena non gli fa bene) è sicuramente il programma più ridicolo, pretenzioso e kitsch finora messo in cantiere dalla Venerata Fabbrica di Raiuno. Il fatto è che il programma è così imbarazzante che rischia di diventare sublime, di culto, con iscrizione automatica. L'idea è questa: un manipolo di «vecchi» cantanti (da Alan Sorrenti a Catherine Spaak, dai Cugini di campagna a Gigliola Cinquetti, dai Giganti ai Platters, da Albano a Riccardo Fogli) deve autoprodurre un video che accompagni l'esecuzione di un brano. Si è visto di tutto, in una bizzarria allegorica prossima al delirio. Sorrenti citava il mondo circense, Fiordaliso e Albano si sono affidati ai figli, Fogli si è travestito da cameriere, la Cinquetti ha cantato Non ho l'età in versione terzomondista, i Giganti hanno costruito una storia, come si diceva ai loro tempi, da «servetta». Collezionare questi video (spero siano presto visibili su Youtube) è come allestire una galleria degli orrori figurativi, una cineteca dell'approssimazione. I video, poi, pretendevano anche di dare un «messaggio» alla canzone. Purtroppo, a far sì che l'enfasi onirica non si tramutasse in puro godimento estetico, ci ha pensato la conduttrice Eleonora Daniele, scolpita nel legno, il tono di voce non proprio gradevole, tendenza urlo. Di fronte a questi capolavori inespressi parlava di «immaginario collettivo», di fronte alle supreme cavolate della giuria di qualità rimaneva estasiata. Ah, se solo la notorietà avesse l'acqua in bocca.
Alessandra Comazzi per La Stampa ---> Una novità talmente tale che attinge ispirazioni dai '60-'70. Del varietà di una volta ci sono una grande cura di scene e costumi, che citano Mondrian in gran combinata. I giurati hanno fatto tante battaglie, come il generale Kutuzov, e questo rassicura i sudditi, pardon il pubblico. Che tempre i cantanti: essi presentavano loro vecchi brani su cui erano costruiti nuovi video, ed ecco la contaminazione tra epoche.
Marco Molendini per Il Messaggero ---> Il nuovo varietà del sabato (venerdì, ndB) sera di Raiuno è Ciak si canta ma forse avrebbe potuto chiamarsi Ciak, si ricanta, ultimo prodotto del filone canterino che mette in fila un pugno di vecchie glorie e i loro successi. Solita pappa, con l'aggiunta di un contorno visivo da sala parrocchiale: ogni pezzo viene accompagnato da un filmato in tema, roba casalinga, tanto per fare qualcosa. Perfino le scenografie, questo se lo dicono da soli, sarebbero un richiamo al passato addirittura a Studio Uno, ma in questo caso bisogna crederci sulla parola. 
Mariano Sabatini per Metro ---> Giletti, Cucuzza, Sposini, Frizzi e, udite udite, Malgioglio, messi insieme come nei peggiori incubi da indigestione, a Ciak, si canta. In smoking, hanno cantato, recitato, celiato con Eleonora Daniele, in una citazione di Tortora, Bongiorno, Baudo e Corrado con Mina (gli piacerebbe...). I cantanti del passato si rimettono in gioco, in questo show nato da una buona idea di Gianni Ippoliti, e reinterpretano i loro successi in nuovi video, anche divertenti. Il punto debole rimane la giuria dei cinque cavalieri dell'apocalisse, giurati di qualità, ma neanche tanto.
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2 commenti
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08 Feb 2009
alle 20:00

nelda

non si capisce perchè eleonara daniele invece di parlare urla in continuazione come al circo peccato

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18 Gen 2009
alle 18:11

Giovanni Landi

Il programma è piacevole e di sicuro intrattenimento, e ricalca il filone di successo dell'amarcord inaugurato da Carlo Conti (50 Canzonissime, I migliori anni...). Sabatini dice che il punto debole è la giuria....forse esagera. Certo, il fatto che sia composta da soli uomini è una nota dolente. Del resto, oltre ad essere solo uomini, sono anche professionalmente similissimi: eccetto Malgioglio, sono i conduttori maschi di mezza età della Rai, niente di più. Potevano fare di meglio...e poi Sposini sta in tutte le giurie e i talk show??? capisco che ha sempre la parola giusta da dire...però dai...

Quanto ai video...credo siano loro il punto debole, e in questo sono d'accordo con Molendini. Sono costati pochissimo. E pensare che il senso del programma era di farli come se davvero fossero stati prodotti nel periodo della canzone, dando un'opportunità ai cantanti del passato che non hanno conosciuto il videoclip moderno. Non è successo affatto così: i video sono dei giochetti, degli sfizi che c'entrano poco con le canzoni e semmai valutano la capacità di mettersi in gioco comicamente. Di certo ai tempi delle canzoni non li avrebbero girati in questo modo.

Nonostante questo, ripeto che il programma è gradevole e continuerò a guardarlo. L'acredine di Grasso è veramente esagerato, quello sì ridicolo, anche perchè si parla di tanti cantanti grandissimi che nella vita hanno dato tante emozioni, e non solo disfatto!!!

Vi anticipo che la prox settimana ci sarà Don Backy, per tutti i fan come me :-)

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