
Giovedì sera su Raitre la seconda puntata di
Non perdiamoci di vista (
voto: 7,5) con
Paola Cortellesi (
8). Tornano le interviste di
Franca Leosini, l'onorevole
Daniela Santanchè e, per la prima volta, un personaggio del tutto nuovo ed inedito: la first lady
Michelle Obama. Tanti saranno i compagni di viaggio come
Michele Placido,
Margherita Buy,
Pierfrancesco Favino,
Claudio Santamaria e
Neri Marcorè che darà vita ad una delle sue più amate parodie, mentre gli ospiti musicali saranno
Daniele Silvestri e i
Negramaro. Di seguito la rassegna stampa.
Aldo Grasso per Il Corriere della Sera ---> Ci sarà pure un motivo per cui
Alighiero Noschese non è mai stato un one man show: era bravissimo a imitare, un po' meno a condurre. Come
Maurizio Crozza, che però ha il «suo» programma, come... La mia stima nei confronti di Paola Cortellesi rimane intatta, possiede un grande talento imitativo e canta benissimo. Ma fossi in lei chiederei i danni (metaforici) al produttore
Bibi Ballandi e ai suoi autori
Massimiliano Bruno,
Giampiero Solari,
Furio Andreotti,
Rocco Tanica,
Walter Fontana, al regista
Cristiano D'Alisera per come hanno confezionato
Non perdiamoci di vista, uno show costruito per una rete che nel campo dello spettacolo ha come punto massimo di riferimento
Serena Dandini. Eppure bastava poco: bastava vestirla meglio, bastava iniziare con lo sketch di
Otello e
Desdemona con
Valerio Mastrandrea (partire con un numero divertente e ben costruito è l'abc del mestiere), bastava lasciare
Francesco Mandelli a Mtv (spero non sia stato preso con l'idea di catturare i giovani), bastava dire di no all'idea di far fare il deejay a
Maurizio Mannoni del
Tg3... Poi, in qualche modo, la Cortellesi doveva restituire il favore a
Gianni Morandi (inciampa persino nello studio), ai
Gialappa's (hanno conosciuto momenti migliori), alla scuderia di Bibi Ballandi.
Non perdiamoci di vista non è uno show è una raccolta di gag, alcune riuscite (l'imitazioni di Franca Leosini, Daniela Santanchè e
Mariastella Gelmini in versione robot), altre meno. Insomma, l'elezione di
Barack Obama deve pur servire a qualcosa, non si può continuare tutta la vita con i rapper,
Isabella Ferrari e
Piera Degli Esposti. Su, coraggio! Eppure la stima per Paola Cortellesi resta intatta, è davvero molto brava. Purtroppo vive in un periodo in cui i comici disquisiscono di comicità (si credono tutti
Molière) e si accapigliano sulla
Palin che devono imitare (si credono tutte
Tina Fey) dimenticando spesso la loro mission.
Antonio Dipollina per Repubblica ---> Primo,
Non perdiamoci di vista è un varietà con molta musica e perfino musical. Secondo, le imitazioni di Paola Cortellesi servono ad attirare l'attenzione ma ne costituiscono una parte marginale. Terzo, il varietà, e di due ore di lunghezza, è da anni sconsigliatissimo in tv. Punto quarto, un condensato dei momenti migliori dello show sarebbe un ottimo programma. Punto quinto, non ci sono due esseri umani al mondo in grado di trovarsi d'accordo su quali siano i momenti migliori del programma. Per esempio chi ha visto e gradito certa tv d'assalto (ohibò) degli anni Novanta ha apprezzato tutti i passaggi un po' da reduci, compresa la Gialappa's in azione. Altri, legittimamente, no. Punto finale, un'azienda che vuol farsi male da sola compie esattamente l'operazione in questione. Ossia programma la serata in contrapposizione netta con il
Santoro di Raidue, togliendo una piccola porzione di pubblico a quest'ultimo e imprigionando il nuovo show in uno spazio assurdo. A meno di pensare che la tv sia una questione di generi, e non di pubblico a cui ci si rivolge.
Alessandra Comazzi per La Stampa ---> Varietà definito dai Gialappi "listato a lutto". Conduttrice al centro, telecamera che le gira vorticosamente intorno. E sta ferma un momento! Non è che per far ammirare la bella scenografia si deve stordire il pubblico. Anche se il lavoro di scrittura è tanto, l'impegno pure, la rete ci crede e Cortellesi nella sigla canta preventivamente: "Non mi schiodo".
Roberto Levi per Il Giornale ---> Che Paola Cortellesi sia brava non ci piove: ha un gran bel talento, e si sa che in televisione già questo è un valore aggiunto assai meno frequente di quanto dovrebbe. E' versatile, completa e preparata. Però non può pensare di continuare a procedere, sia in teatro che nelle sue estemporanee performances televisive, senza dei testi adeguati alla sua capacità. Nelle quasi due ore di programma, come al solito troppe per poter reggere l'impegno senza far calare la temperatura artistica, si avvertiva soprattutto questo: la mancanza di un impianto umoristico forte e originale, cui si cercava di porre rimedio con una chiamata al proscenio di gruppi sparsi di amici, che portavano ciascuno un contributo generoso ma sfilacciato, che anzichè riempire di contenuti la trasmissione ne rivelava il difetto primario di creatività.
Stefania Carini per Europa ---> Brava è brava. Canta divinamente, con gli arrangiamenti di Rocco Tanica di Elio e le storia tese. Nelle sue trasfigurazioni è sempre al top: la Santanchè, la Gelmini, la Leosini. Con la Gialappas' funziona, con Mandelli c'è bisogno di rodaggio. Certo, il programma è durato troppo, mettendo troppa carne al fuoco. Paola Cortellesi è brava, nessuno lo discute. Solo che Non perdiamoci di vista soffre di ansia da prestazione. C'è voglia di fil rouge, di tematica, di impegno, e tale volontà prende il sopravento sul resto. La Gelmini Robot dice già tutto, senza bisogno di rispondere alle domande retoriche di insegnanti e alunni. Talvolta si rischia di essere didascalici. Come nella scenetta delle prostitute coperte, «ma poi in tv ci vanno quelle tutte scosciate». Un'ideuzza ribadita per ben due volte. Dopo c'è l'intervista alla vera prostituta, che ha tra i suoi clienti i padri di famiglia. E poi, ancora, la recita cantata della (vecchia) canzone di Franki HNG Quelli che benpensano. Ma i benpensati sono ovunque, anche su Raitre. Il rischio è che l'enorme talento di Paola Cartellesi sia schiacciato da quelli che benpensano (a sinistra). Che il benpensiero si impadronisca di lei, invece di lasciare libero il suo talento e poter essere così ancora più brava, graffiante, simbolica, universale. Il benpensiero è una brutta bestia, tanto a destra quanto a sinistra.
Isabella Aguilar per Il Riformista ---> Il pubblico che si diverte con le parodie della Cortellesi e che apprezza i suoi bei monologhi impegnati non è precisamente lo stesso che va in brodo di giuggiole per i varietà vecchia maniera, infarciti di canzoni del tempo che fu e di stacchetti e balletti.
Norma Rangeri per Il Manifesto ---> Il programma è sincero, tenta di sperimentare un modo di fare spettacolo a metà strada tra teatro e televisione, in uno studio elegante, tutto tubolari e luci soffuse, una «splendida cornice» come dice, giocando sul luogo comune, Francesco Mandelli il co-conduttore, un volto di Mtv. Cortellesi prende un argomento (l'altra sera era il lavoro) e lo svolge monologando, ballando, cantando (anche molto bene). Per esempio intrattenendoci sul mestiere più antico del mondo, rappresentato insieme all'attrice Isabella Ferrari. Dopo le ordinanze comunali sulla prostituzione di strada, le due professioniste del sesso non fanno una lira, costrette e stare incappottate per non farsi riconoscere. Finché il protettore non le porta dove possono finalmente spogliarsi ed esercitare liberamente: in uno studio televisivo. Le ragazze finalmente vanno a salutare la numerosa clientela in sala, che però finge di non vederle visto che i clienti sono tutti accompagnati dalle gentili consorti. Le prostitute-vallette chiamano il televoto, danno le buste, fanno lo stacchetto. Un grande numero di satira politica. La Gialappa's band partecipa all'avventura facendo da spalla negli intermezzi, la musica è dal vivo e sale di tono con
Caparezza e un rapper sordomuto che alla gestualità del ritmo dà il senso di un vero e proprio linguaggio. Balletti, costumi, ospiti (Gianni Morandi). Poi le imitazioni, la carrellata di personaggi della politica e della tv (da Sarah Palin alla ministra Gelmini, dalla giornalista di
Ombre sul giallo, Franca Leosini, a Daniela Santanché). Paradossalmente, ma non troppo, sono proprio le parodie che funzionano di meno: alcune non hanno molto da aggiungere (la Santanché), altre sono già interpretate da
Caterina Guzzanti. Né aiuta la lunghezza spropositata del programma (come gli altri del resto). Mantenere il ritmo è quasi impossibile.
Claudio Moriconi per EPolis ---> Cortellesi, sensazionale artista che se vivesse in America sarebbe una superstar senza concorrenza. Qui deve scontare il cervellotico accavallamento a sinistra, dannoso anche per la logica del seguente
Parla con me.
Mirella Poggialini per Avvenire ---> Ci sono stati, all'avvio, momenti di stasi e di impaccio: non facile l'abbinamento di una vivace e prorompente Paola Cortellesi con la presenza raggelata di Francesco Mandelli, non a suo agio: ma poi, per un tempo forse troppo lungo, la progressione di invenzioni e di sorprese, un ritmo via via più serrato, l'inserto di imitazioni fulminanti (la Leosini strepitosa, la Gelmini da lezione di teatro). Teatro, appunto: la parte più originale, nelle sue diverse versioni (dalla satira di Otello e Desdemona al dramma del nigeriano) che ha connotato la proposta, ma ne ha anche, probabilmente, determinato la difficoltà di accesso. E non è bastata - per ora - la simpatia della protagonista a schiodare spettatori legati all'abitudine, fidelizzati e un po' pigri. Ci saranno altre quattro puntate, a suggerire attenzione: le nuove idee vanno premiate, se non altro per l'intenzione.
alle 14:41
Barby
Io alla Cortellesi do un bel 10 E LODE perchè stupefacente è la sua grandiosità artisitca, come meravigliosa è la sua autoironia e fantastico è il modo in cui si propone al pubblico, in maniera leggiadra e frizzante, senza mai essere volgare!!A me personalmente le puntate di npdv sono "volate" ...altrochè farle durare di meno! Premetto che di solito la tv mi nausea, che non sono di certo una snob e che sono giovane ma non per questo mi rincoglionisco davanti a programmucci scadenti tipo isola ecc. Ho apprezzato il programma a 360 gradi .Spero tanto di rivederla presto in tv senza che abbia un ruolo marginale perchè PAOLA E' TROPPO GENIALE!!COMPLIMENTISSIMI.