Riecco le liti in tv. L'Avvenire: "Amici è la scuola delle risse". Anche a Buona Domenica torna il trash

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"Ci mancavano" le liti in televisione. Avevamo chiuso il 2007 sottolineando come per fortuna i momenti trash concentrati soprattutto nei reality e nei contenitori domenicali erano fortemente diminuiti. Non l'avessimo mai detto o auspicato. In due giorni due episodi emblematici avvenuti sulla rete ammiraglia Mediaset, Canale 5.
Si parte, come già sottolineato, con Amici di Maria De Filippi (voto: 3 al fatto in questione) e la furiosa lite tra Roberta e Maria Luigia. "Amici, la scuola delle risse": titola in un box il giornale della Cei L'Avvenire, in un editoriale a firma "Secondo noi - Av". "Il programma - si legge - si presenta come una sorta di accademia che fa crescere giovani talenti dello spettacolo, seguendo i loro percorsi con le telecamere. Se i ragazzi sbagliano passi di danza o la dizione di una parola, gli insegnanti li riprendono con durezza. Vogliono insegnare loro che nella vita ci sono regole. Spesso dure. Sabato, però, Amici ci ha 'offerto' (e non era la prima volta) un violento litigio tra due allieve, condito con raffiche di parolacce, solo parzialmente coperte dai bip sonori. Uno spettacolo imbarazzante, tanto più che nessuna delle due, alla fine, si è vergognata o ha chiesto scusa".
"Maria De Filippi, intanto - ammonisce il quotidiano cattolico - gongolava, ben sapendo che le risse in tv fanno crescere l'ascolto. Nessuno degli insegnanti, sempre pronti a dare consigli ai ragazzi, è intervenuto. Loro insegnano danza, recitazione e persino fitness. Sono in dodici ma non hanno tempo per insegnare anche le buone maniere. Urge un nuovo docente. Che eviti ad Amici di diventare la scuola delle risse".
Ho più volte sottolineato come le discussioni siano il valore aggiunto di questo programma ma un conto è assistere a confronti dialettici, anche forti, legati al canto, al ballo o alla recitazione (anche se pure in quest'ambito ormai i litigi tra gli insegnanti stanno diventando stucchevoli e ripetitivi: ognuno sembra recitare a soggetto…), un altro è lasciarsi andare a contumelie e quasi aggressioni fisiche. Peraltro il filmato in questione era registrato: quindi si poteva scegliere di mandarlo in onda in modo più sintetico e depurato dalle scene più "forti" e trash, limitandosi a spiegare a voce cosa era accaduto e prendendo dei provvedimenti nei confronti delle due responsabili.

Passa qualche ora, invece, e la scena si ripete a Buona Domenica (3): se si sceglie di invitare ad un dibattito Marina Ripa di Meana, si sa bene che quasi sicuramente scoppierà una o più discussioni dagli effetti incontrollabili. E' riaccaduto anche questa volta, con l'opinionista (?) che, anzichè soffermarsi sul tema della puntata (l'invecchiamento del Paese e la mancanza di ricambi in politica, nello spettacolo e in generale nel mondo del lavoro), ha impedito agli altri di esprimere serenamente la propria opinione, inveito contro Rocco Casalino ("Sei un cafone se ci definisci anziani"), spostato il discorso sull'emergenza rifiuti a Napoli ("Andate voi giovani a raccogliere la pattumiera"). Se a questo si aggiunge l'ulteriore polemica innescata dal sondaggista Nicola Piepoli ("Mi hanno impedito di far entrare in studio la bandiera italiana"), sostenuto da Rita Dalla Chiesa ("Non è un oggetto come gli altri", ha replicato all'autore Cesare Lanza), ci si rende conto di come si è sviluppata per quasi un'ora la trasmissione. Paola Perego ripeteva ogni dieci minuti: "Non si capisce niente. Ora mando la sigla, faccio partire un balletto e chiudiamo tutto". E' tornato il trash. Si salvi chi può.
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