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La satira tira durante la crisi di Governo: Cetto Laqualunque battuto dalla politica mentre Luciana Littizzetto ironizza su Mastella

Martedì 29 Gennaio 2008, 13:24 in Personaggi, Varietà e Talk Show di
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La crisi di Governo sta dando nuova linfa ai repertori dei comici (non che prima maggioranza e opposizione non offrissero continuamente spunti...) e Antonio Dipollina di Repubblica ha sottolineato, in un editoriale molto interessante e che vi propongo di seguito, un fatto molto curioso avvenuto sabato scorso a Che tempo che fa (voto: 7). Cetto Laqualunque (alias Antonio Albanese) "si arrende" e butta la maschera perchè ormai la realtà supera la fantasia.
Scrive Dipollina: "«Hanno vinto loro». Cetto Laqualunque si toglie la parrucca e, sotto, Antonio Albanese inizia a piangere sommessamente, imprecando contro la realtà che supera ogni fantasia, contro una rincorsa impossibile al peggio degli altri, i politici ufficiali, legalizzati, esaltati nella loro guittaggine dalle scene-clou del Senato, la scorsa settimana.  
È un numero d'attore strepitoso quello di Albanese, in chiusura della sua gag settimanale da Fabio Fazio (7): forse prevedibile, ma perfetto nell'esecuzione e soprattutto inevitabile. Cetto Laqualunque lascia per mancanza di stimoli e impossibilità a competere. È il vecchio luogo comune, certo, della satira che non regge più il grottesco del reale, ma che alternative ci sono se il reale dimostra con impegno massimo la volontà di perpetuarlo, il luogo comune in questione?
Vissuta negli anni come una maschera allucinante di mondi lontanissimi - o che si vogliono ritenere tali - la caricatura di Cetto-Albanese, il politico del sud legato a quelle tre, quattro cose (una in particolare) che rendono sopportabile l'esistenza vista come luogo di esclusivo godimento, accusa il colpo. Volendo, era una maschera più umana e sociale che politica, ma poi la politica presenta il conto, sono quei tipi improponibili che festeggiano a champagne e mangiano mortadella e berciano a impadronirsi di Cetto e a specchiarsi.  
Cetto a quel punto prova a smarcarsi seguendo la trafila della commedia dell'arte. E lì, in quei cinque minuti di gag, c'è la tv che per una volta fa del bene alla politica medesima ed evita, come invece è prassi, di esaltarne il peggio, rallentarla, modificarla in corsa conferendole le note parvenze mostruose".
Anche Luciana Littizzetto (7) ha ironizzato sulla poesia citata da Clemente Mastella al Senato e che - si è poi scoperto - non era di Pablo Neruda. Un altro momento di grande comicità.
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3 commenti
3
30 Gen 2008
alle 09:11

Luna

Mi piacciono tutti i personaggi di Antonio Albanese! Cetto Laqualunque è uno dei miei preferiti! Rido moltissimo durante la sua performance, ma subito dopo tristezza e rabbia mi lacerano lo stomaco:ma come si è potuti arrivare a questo punto?

2
29 Gen 2008
alle 22:55

Fabio Traversa

X Daniele

Ho avuto il piacere di seguire lo spettacolo teatrale di Albanese Psicoparty e ho apprezzato la sua immensa bravura nel raccontare a modo suo i misfatti della politica e della società italiana. Da Fazio questo suo siparietto è straordinario! 

1
29 Gen 2008
alle 22:40

Daniele

Posso solo dire una cosa, W Antonio Albanese che con quel suo gesto al programma di Fazio ha fatto capire, almeno a me, più cose che mille monologhi, bravissimo, e soprattutto, caro Antonio, non mollare, perchè se non lor signori, almeno noi poveri mortali ci meritiamo un attore del tuo valore e quindi, almeno io, sabato sera ti aspetto come sempre al tuo posto, ok?

Riguardo Dipollina posso solo dire, come sempre d'altronde, bravissimo! 

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